Il volto ancora da bambino, il sorriso di chi sa che sta inseguendo la sua passione più grande. Mohammed Ramez Al-Sultan, giovanissimo giocatore dell’Al-Hilal, è morto in un bombardamento a Gaza nell’età più bella, quella dell’adolescenza. Non ancora adulto, ha dovuto abbandonare questa vita a causa di una guerra che ha interessato il suo Paese, la Palestina, devastandolo e portando la sua popolazione allo stremo.
Ad annunciare la sua scomparsa è stata la Federcalcio palestinese, riferendo che il giovanissimo è deceduto in un raid aereo che ha colpito Deir al-Balah, nella Striscia, nella notte tra venerdì e sabato. Insieme ad al-Sultan sono deceduti anche 14 membri della sua famiglia. In totale, secondo fonti mediche, sono stati 32 i decessi provocati questa notte dai bombardamenti su Gaza City.
Gaza: almeno 40 morti nella Striscia nella ultime 24 ore
I bombardamenti non si fermano. La Dichiarazione di New York, adottata ieri dal Consiglio delle Nazioni Unite non ha portato i risultati sperati. A Gaza si continua a morire a causa delle bombe. Anche questa mattina, così come nei giorni scorsi, un avviso urgente di evacuazione per i residenti di Gaza City è stato pubblicato sui social dal portavoce dell’Idf, in particolare per l’area della torre Burj Al-Nur segnata e delle tende vicine in via Safed.
L’avviso riguarda un possibile nuovo bombardamento nella zona e la necessità per i civili di raggiungere una zona più sicura. Da quanto si apprende, i media di Gaza riferiscono che l’Idf sta attaccando il campo profughi di Shati, nella Striscia di Gaza settentrionale. Già da questa mattina, però, il territorio della Striscia è colpito da improvvisi bombardamenti. La testata panarabica Al-Jazeera riferisce che almeno 4 palestinesi sono rimasti uccisi nella zona centrale di Wadi a Gaza. Sembrerebbe che le truppe israeliane abbiano aperto il fuoco contro un gruppo di persone in cerca di aiuti nella zona.
Gaza: la situazione nel capoluogo dell’enclave palestinese
Un’analisi della Cnn riporta che nelle settimane successive all’annuncio di Israele di voler conquistare Gaza City, i raid israeliani avrebbero distrutto o danneggiato circa 1800 edifici nel capoluogo dell’enclave palestinese. A dimostrarlo sarebbero le immagini satellitari scattate da Planet Labs lo scorso 5 settembre, in cui è possibile osservare le demolizioni su larga scala, principalmente di edifici residenziali.
Il confronto è stato fatto con le immagini risalenti al 9 agosto, ovvero il giorno successivo all’approvazione della nuova offensiva da parte di Israele. Nello specifico, sembra che le devastazioni maggiori siano avvenute nella zona di Zeitoun, ovvero a sud del centro città. Anche a Jabayla, a nord di Gaza City, sarebbero stati distrutti almeno 750 edifici.
Secondo le stime dell’Idf più di 250mila residenti di Gaza City si sarebbero trasferiti fuori città per motivi di sicurezza. A riferirlo è il portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, in un messaggio finalizzato ad esortare anche il resto della popolazione a “trasferirsi immediatamente nella zona umanitaria di Al Mawasi e nelle aree vuote dei campi centrali“, ovvero in luoghi più sicuri.
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