Dopo il flop in Sardegna, l’inviato speciale di Donald Trump,Steve Witkoff, vola in Israele per sondare il terreno nel tentativo di rianimare un negoziato in fin di vita e bloccare il devastante trend difame, bombe e morteche sta facendo scomparire Gaza.
Uno scenario talmente devastante e talmente scandito dal caos più assoluto che ha messo in allarme anche l’amministrazione trumpiana, tanto che il tycoon vorrebbe che gli aiuti aumentassero e subito. Il problema, però, è che nessuno sa davvero come. Questo, quindi, il panorama che Witkoff si è trovato dinanzi e da cui è dovuto partire per per cercare di avvicinare posizioni che al momento non sono sembrate mai più inconciliabili. Per il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, infatti, laguerra volgerà al termine solo dopo che si realizzerà l’eliminazione“di uno degli esponenti dell’asse iraniano“, ovveroHamas.
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Intanto, arrivano i primi feedback dalla Casa Bianca sull’incontro tra l’inviato speciale e il premier Bibi che sembra sia stato “molto produttivo“. La portavoce, Karolin Leavitt nel punto con la stampa, ha inoltre riferito come nella giornata di domani Witkoff e l’ambasciatore Mike Huckabee saranno nella Striscia di Gaza per controllare personalmente la gestione della distribuzione degli aiuti umanitari alla popolazione. Secondo una stima del ministero della Salute a Gaza, solo nelle ultime ventiquattro ore, più di 100 palestinesi sarebbero stati ucci e più di 600 sarebbero rimasti feriti mentre cercavano di raggiungere gli aiuti alimentari.
Il ministero della Salute gestito da Hamas ha inoltre diffuso gli ultimi bilanci aggiornati che registrano 111 palestinesi uccisi e 820 sono rimasti feriti nella Striscia nelle ultime 24 ore in seguito agli attacchi israeliani.Dall’inizio delle ostilità il 7 ottobre 2023, il bilancio è di 60.249 morti e 147.089 feriti. I numeri non sono verificabili autonomamente. E nel mentre, Israele non consente ai giornalisti di entrare a Gaza.
L’impegno ad alleviare le sofferenze della popolazione civile di Gaza è stato ribadito dall’Italia dove il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in conversazione con il premier palestinese, Mohammad Mustafa, ha illustrato “i nuovi aiuti umanitari che distribuiremo anche tramite lanci aerei“. Gli Usa nel frattempo hanno deciso di sanzionare funzionari dell’Autorità Nazionale Palestinese e membri dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina in quanto “responsabili del mancato rispetto dei loro impegni e dell’indebolimento delle prospettive di pace“.
Una decisione che Israele ha accolto con grande favore con il ministro degli Esteri, Gideon Saar, che haringraziato pubblicamente Washingtonper la sua “chiarezza morale“. Secondo il responsabile della diplomazia israeliana l’Anp “deve pagare un prezzo” per la sua politica di “pagare i terroristi e le loro famiglie” e per “l’incitamento” contro Israele “nelle scuole, nei libri di testo, nelle moschee e nei media palestinesi“.
Intanto, una fonte politica israeliana di alto livello ha rivelato a Ynet che “si sta formando un’intesa tra Israele e gli Stati Uniti”. Un accordo secondo cui alla luce del rifiuto di Hamas, bisognerà passare da un piano per il rilascio di alcuni ostaggi a “un piano per la liberazione di tutti i rapiti“, insieme al disarmo di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza: “Non ci saranno più accordi parziali“.
Anche perché, al momento, come riferito dalla medesima fonte, Hamas ha “tagliato i rapporti”, non ci sono contatti, “non c’è nessuno con cui parlare dall’altra parte“. Una situazione che sarebbe stata compresa anche da Witkoff.
Uno scenario che sembra quasi realizzarsi considerando le ultime dichiarazioni al Times of Israel di un diplomatico arabo e una seconda fonte coinvolta nella mediazione, secondo i quali i negoziatori di Hamas a Doha hanno dichiarato ai mediatori di non essere interessati a riprendere i negoziati per il cessate il fuocofinché non si placherà la crisi della fame a Gaza.
Ma le tensioni sembrano nascere anche tra Hamas e Egitto e Qatar. Il capo negoziatore di Hamas, Khalil al-Hayya, ha infatti accusato Il Cairo dicomplicità nella crisi umanitaria. E si è detto alterato con Doha per averfirmato una dichiarazione alle Nazioni Unite che chiedeva a Hamas di disarmarsie lasciare il potere, affermano le due fonti.
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