Tre depositi di armi di Hamas sono stati distrutti ieri in altrettanti attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato le Forze di Difesa Israeliane (IDF) e lo Shin Bet. Secondo l’esercito israeliano, i siti venivano utilizzati da Hamas per immagazzinare armi da fuoco, ordigni esplosivi, razzi anticarro e altro materiale militare.
Le IDF hanno fatto sapere che continueranno “ad agire con decisione per indebolire le capacità delle organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza“, contrastando anche eventuali tentativi di ricostituire le proprie capacità militari o di entrare in possesso di armi destinate a colpire le forze israeliane.
Quattro morti in un attacco a Beit Lahia, a nord di Gaza
Nella notte, un attacco israeliano ha colpito un’abitazione nell’area di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, provocando la morte di quattro persone appartenenti alla stessa famiglia. Lo riferiscono fonti sanitarie palestinesi e l’agenzia ufficiale Wafa.
Tra le vittime ci sarebbero due bambini, di 8 e 12 anni. Diversi altri palestinesi sarebbero rimasti feriti, mentre alcune persone potrebbero essere ancora sotto le macerie.
Le nuove rivelazioni sull’allarme prima del 7 ottobre
Sul fronte politico, emergono intanto nuove indiscrezioni sulle informazioni che avrebbero preceduto l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Secondo un’inchiesta anticipata dal quotidiano israeliano Haaretz, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe stato informato circa dieci giorni prima dell’attacco dell’esistenza di un piano di Hamas per una vasta offensiva contro Israele. La ricostruzione è contenuta in un libro realizzato dai giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuval.
La telefonata con il presidente degli Emirati
L’avvertimento, secondo quanto riferito dal quotidiano, sarebbe arrivato direttamente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed durante una telefonata di circa 45 minuti avvenuta alla fine di settembre.
Tre alti funzionari stranieri sarebbero stati messi a conoscenza del contenuto della conversazione. Un consigliere emiratino, citato da Haaretz come fonte a conoscenza diretta del colloquio, avrebbe confermato l’esistenza del contatto tra i due leader.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, Netanyahu non avrebbe però trasmesso l’informazione ai vertici della sicurezza israeliana né adottato misure specifiche in risposta all’allarme. Si tratta di elementi contenuti nell’inchiesta giornalistica e che dovranno essere verificati e valutati nell’ambito degli accertamenti sulle informazioni ricevute dalle autorità israeliane prima del 7 ottobre.
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