L’operazione per la “liberazione” dellaStriscia di Gazadai miliziani di Hamas prosegue senza sosta. Reuters riporta che questa mattina l’Idf si è addentrata ancora di più nel territorio diGaza City, raggiungendo consoldati e carri armati Sheikh Radwan, uno dei quartieri più grandi e affollati del centro urbano. Secondo le testimonianze dei residenti, riportate dall’agenzia inglese,l’esercito israeliano avrebbe distrutto case e accampamenti di tendeche ospitavano palestinesi sfollati dopo quasi due anni di guerra.
Intanto, Idf e Shin Bet hanno riportato l’uccisione di Sabach Salim Sabach Daia, leader della Jihad islamicapalestinese a Gaza, ritenuto il responsabile del sequestro di Shiri, Ariel e Kfir Bibas, poi uccisi nella Striscia dai terroristi. La vittima era stata nominata recentemente a capo del gruppo a seguito delle uccisioni dei suoi tre predecessori, anch’essi eliminati dall’azione dell’Idf. L’esercito ha affermato che il presunto terrorista sarebbe stato coinvolto nel reclutamento di membri in Cisgiordania e nell’avanzamento di attacchi territori in quello stesso territorio e in Israele.
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Nell ultime 24 ore, secondo il ministero della Salute palestinese che è gestito da Hamas,sei persone tra cui un bambino sarebbero decedute a causa della“carestia e della malnutrizione” presenti nella Striscia di Gaza. Questi decessi portano il numero totale di morti legate alla fame e alla guerra a Gaza a 367, tra cui 131 bambini, secondo il ministero.
Gaza, in Israele nuove proteste per riportare a casa gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas
Mentre l’esercito avanza a Gaza City, in Israele la situazione è piuttosto complessa. All’alba di oggi,i manifestanti guidati da due madri degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas sono scesi in piazzadiretti verso il Parlamento israeliano. L’iniziativa è volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile situazione dei 48 rapiti e a chiedere la fine della guerra e un accordo che li riporti tutti a casa.
Le proteste hanno assunto toni violenti in poco tempo.Vicino all’abitazione del primo ministro Benjamin Netanyahu, gli attivisti hanno incendiato diversi cassonettiper la raccolta differenziata. Diverse auto sono state danneggiate nei quartieri di Rehavia e Givat Ram, dove diversi residenti sono stati evacuati dagli edifici vicini.
Un gruppo di persone si è riunito davanti all’abitazione di Ron Dermer, ministro per gli Affari Strategici, accusandolo di non essere riuscito a ottenere il ritorno di un singolo prigioniero tramite un accordo da quando è stato scelto come principale negoziatore con Hamas. Il timore dei manifestanti è cheil governodel loro Paesestia volontariamente sabotando l’accordo per il cessate il fuoco, “preferendo arrendersi agli interessi politici del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e del ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir“.
Ad aggravare la situazione c’è la scelta diun gruppo di 365 riservisti, cheha annunciato di non volersi presentare in servizioin caso di un richiamo a combattere. “Ci rifiutiamo di prendere parte alla guerra illegale di Netanyahu e consideriamo un dovere patriottico rifiutare e chiedere conto ai nostri leader“, ha dichiarato ieri il sergente Max Kresch in una conferenza stampa a Tel Aviv.
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