Israele avanza senza scrupoli espandendo le sue attività a Gaza City. L’ultimo avvertimento ha risuonato nelle vie di macerie e nella desolazione della città con sordo rimbombare: “Useremo una forza senza precedenti“. Intanto, proseguono anche gli sfollamenti e la fuga dei palestinesi verso il sud della Striscia dove si trovano centri di rifugio e aiuti umanitari. La Protezione civile nell’enclave ha registrato dalla fine di agosto almeno 450.000 persone fuggite.
Una crisi che dilania il cuore dell’umanità, in cui si inseriscono anche le problematiche rilegate ai bambini: l’Unicef ha denunciato che “individui armati” hanno saccheggiato alimenti terapeutici per bambini che erano in quattro camion fuori dal compound del Fondo della Nazioni Unite per l’infanzia a Gaza City.
Tra gli ultimi aggiornamenti che arrivano dalle notizie rilasciate dai media locali, è stato inferto un nuovo raid dell’Idf nella Striscia estremamente violento che avrebbe provocato la morte di almeno 50 persone di cui 38 proprio nella città. Nel dettaglio, le vittime sono sei civili nel quartiere di al-Tuffah, a nord-est di Gaza City e dalle prime fonti mediche si apprende che altre 9 morti sono state provocate in un bombardamento della casa della famgilia Al-Jamla, molti dei quali erano bambini.
Mentre, altri 5 palestinesi, tra cui due ragazze, sono stati uccisi in un ulteriore attacco aereo israeliano che ha preso di mira l’abitazione del fratello del direttore dell’ospedale Al-Shifa, Muhammad Abu Salmiya, nel campo profughi di Al-Shati. L’attacco è avvenuto questa mattina nei pressi della spiaggia, una delle zone più popolate a seguito delle numerose ondate di sfollamento forzato.
Abu Salmiya gestisce il più grande ospedale della Striscia di Gaza, lo Shifa Hospital, che nelle ultime settimane ha accolto la maggior parte dei feriti e dei morti dell’offensiva israeliana contro la capitale. Il direttore dell’ospedale era stato arrestato durante un raid dell’esercito israeliano contro l’ospedale il 23 novembre 2023, per essere interrogato in merito a presunte “attività terroristiche” che, secondo i militari, si stavano svolgendo lì. Sette mesi dopo, il 1 luglio 2024, Israele lo ha rilasciato a Gaza senza fornire ulteriori dettagli e il medico è tornato al suo incarico.
Operazioni militari a Gaza e ostaggi in pericolo: cosa ne pensa Trump
Intanto, incombe in Israele l’annosa questione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas rapiti nel raid del 7 ottobre che ha dato inizio alla guerra a Gaza. Dalle ultime notizie, si procede tra manifestazioni dei famigliari dei rapiti contro il premier israeliano, Benjamin Netanyahu e la sua linea di governo che non apre ad un immediato rilascio, mentre il presidente Usa, Donald Trump, rivela con fonti non specificate, che a Gaza ci sarebbero “tra 32 e 38 ostaggi deceduti, molti dei quali sono giovani“, ma, secondo lui, “forse ci sono 20 ostaggi ancora vivi che verranno rilasciati“.
Al tycoon è stato inoltre chiesto delle preoccupazioni circa la sorte degli ostaggi nel contesto dell’offensiva inarrestabile di Israele a Gaza City e che si presume metta in pericolo la vita dei prigionieri ancora detenuti. Il presidente a stelle e strisce, non nega che “potrebbero essere (a maggiore richsio). Come potrebbero anche essere liberati per questo motivo” spiegando che “in guerra accadono molte cose strane. Si verificano molti risultati che non avresti mai pensato potessero verificarsi“. Una risposta che lascia l’amaro in bocca come apre sottili speragli di speranza.
E ancora, sulla sorte degli ostaggi Trump ha argomentato ai microfoni della stampa nello Studio Ovale, che “guardate, i giovani non muoiono, semplicemente non muoiono. Possono sopportare molto, ma molte persone sono morte in questi orribili tunnel. Sono per lo più nei tunnel“.
© Riproduzione riservata

