IlG7 di Evianha un protagonista indiscusso: il presidente americanoDonald Trump.Il tycoon ha portato al vertice l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, già accolto positivamente nella notte tra domenica e lunedì daCanada, Francia, Italia, Germania, Giappone e Regno Unito.
Nel cosiddetto formato A4, una nota congiunta di Berlino, Parigi, Londa e Roma è stata auspicata un’attuazione rapidadei vari punti del memorandum.
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Il testo del memorandum
Il testo del memorandum, firmato da Trump e dal vicepresidenteJD Vance, è lungo circa una pagina e mezza e non contiene i dettagli operativi dell’intesa. Secondo quanto riportato, l’Iran si impegna anon sviluppare né acquistare armi nucleari.
È previsto ilcessate il fuoco in Libano, sia da parte di Israele e sia da parte di Hezbollah. Tuttavia, se Hezbollah dovesse attaccare, Israele manterrà il diritto di difendersi.
Le questioni più delicate sul programma nucleare, come l’arricchimento dell’uranio, sono state rimandate ai negoziati successivi. Uno dei punti più rilevanti riguarda loStretto di Hormuz:il testo prevede la completa e immediata riapertura per 60 giorni, anche se per la ripresa effettiva del traffico navale richiederà tempo. A intesa conclusa, si prevede un’estensione della riapertura.
Lo Stretto Hormuz al centro del G7
Il primo punto in agenda del G7 è proprio lacrisi in Medioriente. Il presidente franceseEmmanuel Macronha anticipato che il tema dellosminamentoe della riapertura delloStretto di Hormuz,sarà tra i più discussi. Si tratta di una questione su cui le cancellerie europee convergono.
Francia e Gran Bretagna, con il sostegno di Olanda e Italia si dichiarano pronte a guidare una missione per la riapertura dello Stretto una volta completato l’accordo. La premier italianaGiorgia Meloniha espresso la volontà di contribuire e la Marina militare italiana è già presente nell’area.
Il ministro degli Esteri,Antonio Tajaniha confermato che l’Italia ha già inviato due dragamine nell’ambito della missioneAspidesed è pronta a partecipare, in attesa dei necessari passaggi parlamentari. Prima di ogni decisione sarà infatti necessario un passaggio inParlamento, con comunicazioni e successive risoluzioni.
Dal canto suo Trump ha ridimensionato il ruolo europeo: “Non credo avremo bisogno di molti aiuti”.
Incontri e tensioni tra leader: Trump, Meloni, Macron
Trump e Meloni si sono rivisti dopo oltreotto mesidall’ultimo incontro a Sharm el-Sheikh. Dopo mesi di rapporti freddi e contatti limitati i due si sono nuovamente stretti la mano al G7, scambiando battute e partecipando amichevolmente alla cena dei leader. Fonti vicine parlano di “disgelo“.
Più complessa invece la relazione tra Trump eMacron. I due si mostrano cordiali in pubblico ma il rapporto resta teso e fortemente diplomatico. All’arrivo del presidente americano a Evian, la conversazione tra i due è iniziata a partire dalla vittoria del franceseCiryl Ganenel combattimento di Mma svoltosi allaCasa Biancain occasione dell’80esimo compleanno del presidente.
Nel viaggio verso Evian, proprio ieri, il tycoon ha minacciato di mettere dazi del 100% sul vino francese se Parigi non sopprimerà la tassa sui servizi digitali americani. Le differenze politiche sono evidenti maMacron continua a riservare a Trump tutti gli onori del caso.
Il presidente francese sa bene che l’Europa, pur cercando autonomia strategica necessita la non ostilità degli Usa. Quindi seppur il rapporto tra i due sia sul filo del rasoio, ciò che rimane è una freddezza mascherata da formalità istituzionale.
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