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Francia, Sarkozy teme di essere avvelenato in cella: “Mangia solo Yogurt e tonno”

Sarkozy non sarebbe capace a cucinare e per questo si starebbe rifiutando di prepararsi cibo da solo. "Non sa cuocere neanche un uovo", ha spiegato un suo conoscente

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L’ex presidente della Francia, Nicolas Sarkozy, starebbe affrontando un problema piuttosto spinoso nel corso della sua detenzione nel carcere della Santè di Parigi. I timori per le ritorsioni da parte di altri detenuti, così come la paura per le condizioni di vita in cella, avrebbero portato l’ex presidente ad adottare una dieta piuttosto particolare. Già avvertito sulla bassa qualità di quanto fornito dal carcere, Sarkozy avrebbe anche il timore di essere avvelenato.

Di conseguenza, l’ex presidente si rifiuterebbe di mangiare quanto a lui fornito e si starebbe cibando solamente di yogurt. “Consapevole dell’ostilità che nutrono numerosi compagni di carcere nei suoi confronti, egli rifiuta di toccare il minimo piatto che gli viene servito in cella“, ha scritto la testata Le Point, specificando che il già titolare dell’Eliseo avrebbe paura che qualcuno possa sputare nei suoi piatti o anche mettervi delle sostanze tossiche.

Un secondo problema è ben più personale. Sarkozy non sarebbe capace a cucinare e per questo si starebbe rifiutando di prepararsi cibo da solo. “Non sa cuocere neanche un uovo“, ha spiegato un suo conoscente citato dal settimanale, aggiungendo che il presidente starebbe acquistando solamente alimenti sigillati, tra cui anche del tonno in scatola. Inoltre, si sarebbe fornito anche di una scopa per tenere pulita la sua cella.

Francia, perché Sarkozy è in carcere

Nicolas Sarkozy si trova in carcere dal 22 ottobre a seguito della condanna a 5 anni di reclusione per i reati di associazione a delinquere e per aver provato a far ottenere finanziamenti illeciti dal regime del dittatore libico Muammar Gheddafi durante la sua campagna elettorale del 2007.

Oltre alla pena, l’ex presidente francese dovrà pagare una multa da 100mila euro, così come essere ineleggibile e avere l’interdizione dai diritti civili per 5 anni. Il prossimo 10 dicembre, la Corte di Appello di Parigi esaminerà la richiesta di scarcerazione dell’ex presidente incarcerato nel quadro della condanna di primo grado.

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