Sale la tensione in Francia durante la mobilitazione studentesca che da giorni coinvolge licei e, da oggi, anche alcuni campus universitari. L’episodio più grave si è verificato a Marsiglia, dove quattro membri della dirigenza del liceo Victor-Hugo sarebbero stati aggrediti e cosparsi di benzina durante un tentativo di incendio doloso.
Secondo quanto riferito dalla Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’istituto sono stati aggrediti all’interno della scuola. Le autorità regionali hanno denunciato il superamento di “un limite inaccettabile“.
Sempre a Marsiglia, secondo Le Figaro, un mezzo dei vigili del fuoco sarebbe stato circondato e successivamente incendiato davanti al liceo Saint-Exupéry.
Incendi e fermi in diverse città
Gli episodi di violenza non si limitano alla città portuale. A Nantes è stato segnalato un incendio all’interno del liceo Nelson Mandela. La prefettura ha denunciato la presenza di “individui violenti” che si sarebbero uniti agli studenti per compiere atti di vandalismo: nel dipartimento sono state fermate 18 persone.
Altre 50 persone sono state fermate tra Nizza e Antibes, dove le autorità hanno segnalato “forti tensioni”. Nel Pas-de-Calais, invece, sono 37 i fermi registrati nella mattinata. Ad Auchel un dirigente scolastico è rimasto ferito dopo essere stato colpito all’orecchio dal lancio di un petardo. A Grenoble le proteste hanno provocato anche l’interruzione completa della circolazione dei mezzi pubblici.
La mobilitazione, partita dai licei, riguarda soprattutto le condizioni dell’istruzione pubblica: gli studenti chiedono, tra le altre cose, la sostituzione degli insegnanti assenti e maggiori risorse per il sistema scolastico.
Le accuse del Rassemblement National a Mélenchon
Gli scontri hanno acceso anche lo scontro politico. Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha attribuito a Jean-Luc Mélenchon e a La France Insoumise una responsabilità politica per l’escalation delle proteste.
“Jean-Luc Mélenchon ha pesanti responsabilità per la situazione che il nostro Paese sta vivendo oggi“, ha dichiarato Le Pen, citando gli episodi avvenuti a Marsiglia, Lione, Grenoble, Besançon, Nîmes e Strasburgo. Secondo la leader del RN, Mélenchon starebbe “arringando i giovani” davanti agli istituti e incitando i propri sostenitori alla mobilitazione.
Jordan Bardella ha invece chiesto che i costi dei danni, che secondo le sue stime potrebbero raggiungere milioni di euro, siano sostenuti dalle famiglie dei responsabili e dal partito che, a suo dire, li inciterebbe al caos.
Il sindaco di Marsiglia: “Nessuna causa giustifica la violenza”
Di fronte agli episodi di violenza è intervenuto anche il sindaco di Marsiglia, Benoît Payan, che ha condannato gli incendi e le aggressioni. “Nessuna causa può giustificare” quanto accaduto, ha scritto su X, sottolineando che nelle proteste sono rimasti coinvolti “insegnanti, vigili del fuoco, giornalisti e cittadini di Marsiglia”.
Payan ha riconosciuto le preoccupazioni dei giovani per il loro futuro e per il servizio pubblico, ma ha invitato a esprimerle “in un clima sereno” e a ritrovare “la strada di un’espressione democratica delle rivendicazioni“. “Marsiglia è al fianco di chi difende il servizio pubblico e il futuro dei nostri giovani, non di chi distrugge, appicca incendi e ricorre alla violenza“, ha concluso.
Lecornu convoca il comitato di crisi
Di fronte all’estensione della mobilitazione, il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha convocato un comitato di crisi interministeriale al ministero dell’Interno di Parigi. Il vertice, annunciato da Matignon, è dedicato proprio alle proteste e agli episodi di violenza registrati negli ultimi giorni.
La mobilitazione, inizialmente concentrata negli istituti superiori, si sta dunque allargando alle università mentre le autorità francesi cercano di contenere una protesta che, oltre alle rivendicazioni sulla scuola, sta assumendo in diverse città una dimensione sempre più conflittuale.
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