consorzio arcale

Francia, Lecornu si è dimesso da primo ministro dopo 27 giorni: si apre un nuovo baratro per Macron

La caduta di Lecornu, scelto il 9 settembre a seguito della sfiducia al governo Bayrou, potrebbe essere l'inizio della fine dell'era Macron in Francia. Il delfino di Marine Le Pen, Jordan Bardella, è già partito all'attacco. Dopo le dimissioni di Lecornu ha chiesto pubblicamente a Macron di sciogliere il Parlamento ed indire nuove elezioni. Jean Luce Melechon ne ha invece chiesto la destituzione da Presidente

4 Min di lettura

Neanche un mese, è stato questo il breve periodo di tempo in cui Sebastien Lecornu ha rivestito in Francia il ruolo di primo ministro prima di presentare le sue dimissioni. Oggi, il presidente Emmanuel Macron si è visto recapitare la richiesta formale del suo funzionario e soprattutto di un suo fidatissimo. In Francia la politica continua a non avere pace e al tempo stesso Macron continua a subire assedi.

La caduta di Lecornu, scelto il 9 settembre a seguito della sfiducia al governo Bayrou, potrebbe essere l’inizio della fine dell’era Macron in Francia. Ormai da settimane, il neo primo ministro era divenuto il protagonista di critiche da parte delle opposizioni e della destra. Ad aggravare la situazione è stato l’annuncio ieri dei nomi che avrebbero formato gran parte del suo governo. Alle 10:45, da Palazzo Matignon, è attesa una dichiarazione del capo del governo, come riportano alcuni suoi collaboratori.

Domani, il premier avrebbe dovuto pronunciare la sua dichiarazione politica all’Assemblea Generale. Un compito che ora non spetta più a lui. Lecornu, con soli 27 di giorni a capo del Parlamento, diventa il primo ministro con il mandato più breve della storia. Dopo le sue dimissioni, si apre un baratro per Emmanuel Macron.

Il presidente potrebbe decidere di nominare ancora una volta un primo ministro, senza scomodare i cittadini, o potrebbe cedere alle richieste della destra e del centrosinistra. Il delfino di Marine Le Pen, Jordan Bardella, è già partito all’attacco. Dopo le dimissioni di Lecornu ha chiesto pubblicamente a Macron di sciogliere il Parlamento ed indire nuove elezioni. Una posizione simile è stata assunta da Jean Luc Melechon, il quale ha chiesto “l’esame immediato della mozione di destituzione di Emmanuel Macron presentata da 104 deputati“.

Francia, la caduta di Lecornu

Sebastien Lecornu è salito al potere dopo una situazione piuttosto complessa per la Francia. Dal giugno 2024, quando Macron sciolse il Parlamento, Parigi si trova sull’orlo di una continua crisi politica. Da quelle elezioni, infatti, non uscì alcun partito con una maggioranza tale da poter avere il controllo dell’Assemblea. L’emiciclo si è quindi spaccato in tre settori piuttosto netti: sinistra, centro macronista e destra radicale.

Nessuna delle parti sembra pronta a trovare compromessi con l’altra e tutti puntano ad avere l’elezione di un primo ministro che provenga dalle loro fila. Lecronu, quindi, viene eletto per decisione di Macron. Una scelta contestata fin dall’inizio sia dal Ressemblement National di Marine Le Pen che dalla sinistra di Jean Luc Melechon.

A far traboccare il vaso, poi, le decisioni di Lecornu sul suo governo. I numerosi nomi di ministri già in carica nel governo Bayrou avrebbero insoddisfatto l’Assemblea generale. “Riciclo“, “Provocazione“, “Negazione della democrazia“, sono alcune delle accuse delle opposizioni nei confronti di quello che ormai è l’ex primo ministro. In effetti, ben 12 ministri su 18 erano presenti nella precedente amministrazione. La nomina più discussa è stata quella di Bruno Le Maire, storico ministro dell’Economia dal 2017 al 2024, che assume ora la guida del  ministero delle Forze armate.

Secondo alcuni, non sarebbe una scelta adatta, in quanto tale ministro è ritenuto uno dei fautori del crollo economico del Paese. Durissima in questo senso Marine Le Pen, che ha definito “incomprensibile” questa scelta, aggiungendo che Le Maire è “l’uomo che ha messo la Francia in fallimento“.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail: proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.