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Francia, la Corte costituzionale boccia il divieto dei social per gli under 15: Macron prepara una nuova legge

La corte costituzionale giudica la misura una limitazione sproporzionata della libertà di espressione e comunicazione dei minori. L’Eliseo annuncia una nuova proposta entro la primavera del 2027

3 Min di lettura

La Francia dovrà rivedere il progetto di legge che introduce il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni.Il Consiglio costituzionale francese ha infatti bocciato l’articolo del provvedimento che prevedeva il divieto, ritenendolo una limitazione sproporzionata della libertà di espressione e comunicazione dei minorenni.

La questione era arrivata davanti ai cosiddetti “Saggi” alla fine di luglio, dopo il ricorso presentato da un gruppo di deputati socialisti e di La France Insoumise.I giudici erano stati chiamati a esaminare esclusivamente l’articolo 1 della legge, quello relativo all’accesso dei minori di 15 anni ai social network.

La corte costituzionale è contraria

Secondo il Consiglio costituzionale, la disposizione avrebbe imposto una restrizione non necessaria e sproporzionatarispetto all’obiettivo perseguito. I giudici hanno riconosciuto la necessità di tutelare l’interesse superiore del minore, ma hanno ritenuto troppo ampia una misura destinata ad applicarsi indistintamente ai servizi di comunicazione online, anche quando i rischi per la salute e la sicurezza dei minori non risultino accertati.

La decisione non riguardainvece l’altra misura contenuta nello stesso provvedimento, relativa aldivieto di utilizzare il cellulare nelle scuole superiori.Su questo punto il Consiglio costituzionale non si è pronunciato. La bocciatura rappresenta un nuovo ostacolo per la Francia, che negli ultimi anni ha intensificato il confronto politico sulla tutela dei minori nell’ambiente digitale e sui rischi legati all’utilizzo dei social network. Il provvedimento mirava infatti a contrastare l’influenza e i fenomeni di dipendenza dalle piattaforme digitali, ponendo un limite anagrafico all’accesso.

La risposta di Macron

La risposta dell’Eliseo non si è fatta attendere.Il presidente Emmanuel Macron ha incaricato il primo ministro Sébastien Lecornu di procedere alla riscrittura della legge,con l’obiettivo di arrivare a una nuova soluzione entro la primavera del 2027. L’intenzione del governo francese resta dunque quella di intervenire sulla protezione dei minori online, ma attraverso una normativa che possa superare i rilievi di costituzionalità sollevati dai giudici.

Il caso francese riapre così il dibattito europeo sull’equilibrio tra tutela dei minori e libertà digitali.Da una parte resta l’esigenza di proteggere bambini e adolescenti dai possibili rischi legati all’uso dei social; dall’altra, qualsiasi restrizione deve rispettare i principi fondamentali della libertà di espressione e comunicazione. Sarà proprio su questo equilibrio che dovrà concentrarsi la nuova proposta annunciata dal governo di Parigi.

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