Una settimana di ricerche a tappeto per ritrovare l’11enneLyhanna Bernard, in un’azienda agricola della Francia meridionale, nel villaggio di Fleurance, poco lontano da Tolosa. Purtroppo però è stato ritrovato un corpo senza vita, “un corpo che sembra essere quello di una bambina, con abiti simili a quelli della minorenne scomparsa“, ha annunciato il procuratore di Agen.Si attendono i risultati dell’autopsia, ma ormai sembra non ci siano più dubbi: Lyhanna è stata uccisa.
E le polemiche si rincorrono freneticamente perché il presunto assassino, agli arresti,è un pedofilo noto alla giustizia dal 2017che ha a suo carico già cinque tra segnalazioni e inchieste per violenze sessuali su minori, eppure non è mai stato arrestato e processato prima d’ora.
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Ma dalla Procura generale e i procuratori della Repubblica si puntualizza che nessuna responsabilità può essere
“menzionata” né alcuna sanzione “pronunciata“, allo stato delle indagini, in relazione a presunte disfunzioni giudiziarie nell’ambito della vicenda di Lyhanna. “Al momento, nell’attesa delle conclusioni delle ispezioni– hanno scritto le due organizzazioni della giustizia tirate in ballo dal governo e dalle forze politiche –eventuali responsabilità non possono essere menzionate e ancor meno eventuali sanzioni“. La procuratrice di Auch, nel sud-ovest, sarebbe nel mirino del governo per non aver applicato la circolare penale che assegna priorità ai bambini vittime di violenza.
Dal Montenegro, dove è per prendere parte al summit Ue-Balcani, il presidente franceseEmmanuel Macronsi dice “scioccato” e parla infatti di un “disfunzionamento inaccettabile della giustizia“. Il capo dello Stato ha così espresso solidarietà e affetto della Nazione alla famiglia della piccola.
Secondo quanto riferito dal procuratore di Auch nel corso di una conferenza stampa, la giustizia ha trovato una prima traccia delpedofilo recidivo, Jerome Barella, nel dicembre 2017. Non una denuncia, ma una segnalazione. All’epoca, la madre di un’adolescente di 17 anni aveva scoperto che sua viglia aveva una relazione con lui. Poi si è appreso che Barella è stato licenziato nel 2020 dal liceo in cui lavorava come addetto alle pulizie a seguito di un “comportamento inappropriato” nei confronti di una ragazzina.
Nel 2022, poi, la segnalazione di molestie su minore, mentre nell’estate del 2025 è stata presentata una denuncia per violenza sessuale su una bambina di 10 anni, dopo stupri commessi tra il settembre 2024 e maggio 2025 a casa dell’uomo. Lo scorso 3 giugno, ilpubblico ministero ha annunciato che è stata presentata una nuova denuncia per stupro di minorecontro Jerome Barella, senza fornire ulteriori dettagli. Le diverse indagini ora dovrebbero essere accorpate.
Ma la scomparsa di Lyhanna ha riaperto le ferite mai sanate di altri casi di minori scomparsi in Francia. Lamadre della bambina di 10 anni, che ha presentato la denuncia nell’estate del 2025, si è infatti presentata in televisione per protestare contro le lentezze della giustizia e il comportamento inammissibile della polizia. Nei nove mesi dalla denuncia, l’uomo non sarebbe mai stato posto in stato di fermo, né è stato mai interrogato in merito a quel caso.
“Ho chiamato la polizia– racconta la donna –e mi hanno detto chiaramente che li stavo infastidendo, e che se non avessi smesso di chiamare, avrebbero denunciato me per molestie“. Da qui, sorge il dubbio per cuise la sua denuncia fosse stata trattata con maggiore serietà e rapidità, forse la scomparsa di Lyhanna avrebbe potuto essere evitata.
Il primo ministro, Sebastien Lecornu, ha deciso di convocare il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, e il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, per una riunione d’urgenza e “per fare il punto della situazione“. Lo scorso mercoledì, il ministro Nunez ha annunciato l’avvio, insieme al ministro della Giustizia, di un’indagine amministrativa, e ieri Darmanin si è detto “sconvolto” da un simile “cattivo funzionamento della giustizia“.
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