LaMarina israelianaha fermato circa 175 attivisti dellaflottigliadiretta verso laStriscia di Gaza,organizzata per protestare contro il blocco navale imposto daIsraele. A renderlo noto è stato ilministero degli Esteri israeliano, secondo cui durante la notte sono state intercettate 21 delle 58 imbarcazioni dellaGlobal Sumud Flotillanei pressi dell’isola greca diCreta, dunque a centinaia di miglia nautiche dalle coste israeliane. Le altre imbarcazioni sarebbero state avvertite dicambiare rotta, con l’avviso che, in caso contrario, sarebbero state a loro volta fermate.
In un post pubblicato su X, il ministero ha diffuso anche un video che mostrerebbe alcuni attivisti a bordo di imbarcazioni israeliane, parlando di untrasferimento avvenuto “pacificamente”. Nella stessa comunicazione, è stato inoltre reso noto ilritrovamento di materiali come preservativi e droga su una delle barche, elemento utilizzato per rafforzare la narrazione ufficiale dell’operazione.
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Le dichiarazioni degli organizzatori della Global Sumud Flotilla
Di segno opposto è la versione fornita dagli organizzatori dellaGlobal Sumud Flotilla, che parlano invece di15 imbarcazionisequestrate e denunciano la scomparsa temporanea di alcuni attivisti in mare. Secondo quanto dichiarato, l’intervento della Marina israeliana sarebbe avvenuto conmodalità violente, includendo abbordaggi e danneggiamenti ai sistemi di navigazione.
Gli organizzatori sostengono che alcuneimbarcazioni sarebbero state lasciate alla deriva dopo la distruzione dei motori,in condizioni di forte pericolo anche a causa del peggioramento delle condizioni meteo. Inoltre, segnalano l’interruzione delle comunicazioni,che avrebbe impedito agli equipaggi di coordinarsi o chiedere aiuto.
Secondo fonti israeliane, invece, la Marina avrebbeintimato agli attivisti rimasti di fare ritornoo, qualora trasportassero aiuti umanitari, di consegnarli al porto diAshdodper le necessarie ispezioni prima di un eventuale ingresso a Gaza. In caso di mancato rispetto delle indicazioni, l’intercettazione sarebbe stata inevitabile.
Le reazioni internazionali
La vicenda ha suscitato reazioni immediate sul piano internazionale.Freedom Flotilla Italiaha espresso pienasolidarietàagli attivisti, definendo l’intervento un’azione armata contro imbarcazioni civili in acque internazionali e parlando di una possibile violazione del diritto internazionale. Nella stessa direzione si è mossa laTurchia, che ha definito l’operazione israeliana “un atto di pirateria”, accusando Israele di aver colpito una missione umanitaria e di aver violato il principio della libertà di navigazione.
Ankaraha inoltre annunciato di aver attivato tutte le misure necessarie pertutelare i propri cittadini coinvolti,invitando la comunità internazionale ad assumere una posizione chiara e unitaria. La vicenda, ancora in evoluzione si inserisce in un contesto già estremamente teso e rischia di aprire un nuovo fronte di scontro diplomatico, oltre che mediatico, attorno allagestione del blocco di Gaza e alle iniziative civiliche cercano di sfidarlo.
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