Way Technological Systems

Flotilla, Ben Gvir agli attivisti al porto di Ashdod: “Non eroi ma terroristi”

Dal porto di Ashdod arrivano immagini dure: gli attivisti della Flotilla sono ammanettati e bendati mentre vengono derisi dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben Gvir. Si apre un nuovo fronte politico e diplomatico. È scontro acceso su Flotilla, diritti degli attivisti e ruolo internazionale di Israele

4 Min di lettura

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati dalla marina israeliana. In diversi video diffusi sui suoi canali social, Ben Gvir si mostra mentre passa tra gli attivisti ammanettati, alcuni in ginocchio e bendati, e li deride apertamente.

“Sono arrivati con grande orgoglio, grandi eroi, e guardate come sono ora: non eroi, ma sostenitori del terrorismo”, ha dichiarato. In un altro filmato, il ministro afferma: “Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare”, mentre viene riprodotto dagli altoparlanti l’inno israeliano Hatikva. Le immagini mostrano anche attivisti costretti a terra e agenti che li tengono sotto controllo.

Le accuse politiche e la visita al porto

Sempre al porto di Ashdod, Ben Gvir ha ribadito il suo messaggio definendo gli attivisti “sostenitori del terrorismo” e ha aggiunto che dovrebbero essere trattati come tali, arrivando a invocare per loro la detenzione in carceri per terroristi.

I video hanno rapidamente scatenato reazioni e polemiche, anche perché mostrano gli attivisti in condizioni di forte coercizione, tra ammanettamenti, perquisizioni e trasferimenti all’interno delle strutture portuali.

Le reazioni del governo italiano e dell’opposizione

Le immagini hanno provocato una presa di posizione congiunta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che hanno definito “inaccettabili” i filmati diffusi da Ben Gvir. Nel comunicato si sottolinea che è inammissibile il trattamento riservato agli attivisti, tra cui diversi cittadini italiani, e si richiama il rispetto della dignità personale.

Sul fronte parlamentare, le opposizioni hanno chiesto un’informativa urgente del governo. Partiti come Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Più Europa hanno denunciato quello che definiscono un sequestro in acque internazionali e il trattamento subito dai circa 450 attivisti fermati, tra cui 29 italiani.

Scontro politico in Italia e accuse incrociate

Nel dibattito parlamentare sono arrivate accuse dirette al governo e richiami alla responsabilità internazionale. Alcuni esponenti dell’opposizione hanno parlato di violazioni del diritto internazionale e di “pirateria”, chiedendo misure diplomatiche più dure nei confronti di Israele.

Parallelamente, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che i primi due cittadini italiani coinvolti nel caso, il parlamentare Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani, rientreranno già nelle prossime ore.

Le immagini diffuse da Ben Gvir hanno provocato reazioni anche all’interno del governo israeliano. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha preso le distanze, scrivendo sui social: “Tu non sei il volto di Israele”, accusandolo di danneggiare il Paese e di compromettere il lavoro diplomatico e militare in corso.

Le accuse della Flotilla e il fronte umanitario

Secondo le testimonianze rilanciate da media internazionali, gli attivisti sarebbero stati legati, trascinati e costretti a posizioni umilianti all’interno del porto, mentre veniva trasmesso l’inno israeliano. Alcuni video mostrano anche interventi della polizia su attivisti che gridavano “Free Palestine”.

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha definito le immagini “agghiaccianti” e parlato di “crimini contro la dignità umana”, chiedendo interventi immediati di governo e Unione europea, inclusa la possibilità di sanzioni e la revisione degli accordi con Israele.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Antichi Telai 1894