La Francia ha deciso di vietare l’ingresso aBen Gvir, ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, ad annunciarlo il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, sul suo profilo di X. Questa decisione è stata presa a seguito di ciò che è accaduto agli attivisti dellaFlotilla:“Azioni inaccettabili nei confronti di cittadini francesi ed europei che erano a bordo della flottiglia Global Sumud”.
Nel discorso del ministro francese si legge anche: “Condanniamo l’approccio di questa flottiglia, che non produce alcun effetto utile e sovraccarica i servizi diplomatici e consolari, la cui professionalità e dedizione ammiro.Ma non possiamo tollerare che cittadini francesi vengano minacciati, intimiditi o brutalizzati in questo modo, soprattutto da un pubblico ufficiale.Ben Gvir è stato condannato da numerose personalità politiche israeliane e le sue iniziative si aggiungono a una lunga serie di dichiarazioni e azioni scioccanti, incitamenti all’odio e alla violenza contro i palestinesi.Come il mio collega italiano, chiedo all’Unione Europea di imporre sanzioni anche a Itamar Ben Gvir”.
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Ad aver fatto prendere tale decisione al ministro francese anche ledichiarazioni degli attivistiche hanno subito violenze e torture: “Quando è arrivato il ministro della Sicurezza israeliano Ben Gvir ero in quel capannone.Ogni volta che si intonava un ‘Free Palestine’ partivano delle botte.Venivano a darti dei pugni, a schiacciarti la faccia per terra e a darti dei calci, davanti al ministro”,ha raccontato un attivista.
Poi ancora: “Ci hanno messo le manette a mani e piedi, un trattamento disumano, perché l’intenzione era quella di scalfirci sotto tutti gli aspetti, mapiù ci umiliavano e tentavano di disumanizzarci, più noi ci sentivamo forti“.
Oggi altri 6 attivisti italiani sono arrivati all’aeroporto Marconi di Bologna: Ilaria Mancosu, attivista bolognese di Rivolta Pride,Francesco Gilli, residente nel Bolognese, la velista riminese Lola Fabbri e l’attivista marchigiano Maurizio Menghini. Ad accoglierli in aeroporto, alcuni attivisti hanno intonato i cori ‘Gaza libera’, tenendo in mano le bandiere della Palestina.
Mentre parlavanoGilli e Mancosu tenevano in mano la maglia che l’Idfli aveva costretti a indossare durante la detenzione:“Ci hanno lasciati nudi solo con questa, a dormire per terra senza materassi, poi ci spostavano di stanza in stanza continuando a accendere le luci.C’è stato un trattamento differente: a partire dalla terza barca in poi intercettata, hanno iniziato a chiudere tutti nei container, picchiare maschi e femmine indistintamente.Non avevamo certezza di quel che ci sarebbe accaduto: alla nostra barca hanno sparato per intimidirci, alcuni sono stati colpiti con proiettili, riempiti da pallini di ferro, e quasi tutti hanno subito pestaggi, è stato molto difficile”. Nel frattempoi pm di Roma stanno passando al vaglio anche il video del ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Ben Gvir,
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