Si è concluso anche il viaggio dellaMarinette.L’ultima nave rimasta in navigazione della Global Sumud Flotilla è stata abbordata. A riferirlo è la stessa spedizione, che ha chiarito come in meno di 38 ore, le forze navali dell’esercito israeliano siano riuscite ad “intercettare illegalmente tutte le nostre 42 imbarcazioni“. La Flotilla ha ricordato come tutti i mezzi coinvolti trasportasse aiuti umanitari e volontari, con il solo obiettivo di “rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza“.
La Marinette, che batte bandiera polacca, era rimasta indietro rispetto al resto del gruppo a causa di un problema tecnico. Proprio per questo non era ancora stata intercettata.Intorno alle 10:30, ora italiana, un gommone israeliano si è diretto vero l’imbarcazionee i soldati israeliani sono saliti a bordo. La nave trasportava sei membri dell’equipaggio e si trovava a circa 42 chilometri da Gaza. La Global Sumud Fotilla non si è lasciata scoraggiare da quanto avvenuto.
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“Questa non è la fine della nostra missione.La nostra determinazione ad affrontare le atrocità di Israele e a schierarci al fianco del popolo palestinese rimane incrollabile“, hanno dichiarato, ricordando come la Marinette abbia navigato “con lo spirito del Sumud“, anche dopo aver visto l’esito degli sforzi di coloro che sono giunti prima di lei. Inoltre, il ministero degli Esteri israeliano aveva già confermato che anche gli sforzi della Marinette per rompere il blocco sarebbero stati fermati.
Flotilla, cosa sappiamo del futuro degli arrestati
Le Forze di Difesa Israeliane hanno arrestato 450 volontari, tra cui 46 italiani. Questi sono stati trasferiti nel carcere di Ketziot in attesa della loro espulsione o di un processo. Se gli attivisti accetteranno di essere espulsi, in pochi giorni faranno ritorno in Europa. Al contrario il procedimento potrebbe essere più lungo. Il team legale della Flotilla, intanto, ha fatto sapere che ad Ashdod si starebbero tenendo i primi processi senza sostegno legale per gli imputati.
La portavoce italiana della spedizione, Maria Elena Delia, ha spiegato che tutti gli attivisti sono in buona salute, come confermato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani. La festività dello Yom Kippur, però, potrebbero rallentare i procedimenti di rimpatrio. “Sono comunque detenuti per non avere fatto nulla, questo dobbiamo ricordarcelo“, ha poi aggiunto, prima di lanciare una frecciatina ad Antonio Tajani: “Abbiamo saputo dal nostro ministro degli Esteri che il diritto internazionale conta fino a un certo punto, quindi speriamo che per tutti gli altri il diritto internazionale invece conti“.
Oggi da Israele sono ripartiti in direzione Italia i quattro parlamentariche si trovavano a bordo della spedizione e che sono statiarrestati. Alle 10 del mattino sono stati imbarcati su un volo che li ha riportati in patria, tutti in buona salute.
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