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Filippine nel caos, in arrivo il tifone Fung-Wong: 1 milione di evacuati, si teme la strage

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Una tempesta che in poche ore si è trasformata in un tifone di dimensioni inquietanti e soprattutto pericolose. Le Filippine si preparano ad accogliere sul loro territorio una nuova dimostrazione della forza della natura, con il tifone Fung-Wong che minaccia la sicurezza e il benessere dei suoi cittadini. A quasi una settimana di distanza dal tifone Kalmaegi, che ha distrutto intere aeree e che avrebbe ucciso almeno 224 persone, Manila è di nuovo vittima delle piogge torrenziali e dei venti al limite del tornado.

La popolazione è allo stremo e per il momento non sembrano esservi all’orizzonte giorni più sereni. La stagione dei tifoni si sta trasformando in un vero e proprio incubo per il Sud-Est asiatico, dove quasi quotidianamente scattano allarmi per potenziali tempeste che, improvvisamente, diventano più potenti e imprevedibili.

Di fronte a questa nuova emergenza, il Paese ha preso ogni precauzione possibile. Secondo quanto si apprende, un totale di 916.863 persone sono state evacuate nel primo pomeriggio di ieri, come riferito da un alto funzionario della Protezione Civile filippina, Rafaelito Alejandro, in una conferenza stampa. Quasi un milione di persone che sono state spostate da zone meno sicure del Paese a località più riparate e che si auspica possano resistere al tifone.

Filippine, cosa attendersi dal tifone Fung-Wong

Ovviamente, scuole ed edifici pubblici rimarranno chiusi in gran parte del Paese, anche nella Capitale, e circa 300 voli sono già stati cancellati al fine di tenere al sicuro lavoratori e passeggeri. Le Filippine saranno congelate nel tempo per diverse ore, in attesa del passaggio del tifone. La tempesta si sta dirigendo verso il Paese da Est, con venti a 185 chilometri orari e raffiche che raggiungono i 230 chilometri orari. Le prime ondate di disagi dovrebbero verificarsi nel Paese già nelle prossime ore.

Il pericolo principale, al momento, sono le alluvioni. Il tifone potrebbe scaricare anche più di 200 millimetri di pioggia, causando quindi le esondazioni dei torrenti e dei fiumi di tutto il Paese, non solo delle zone più basse. A riferirlo è Beniso Estareja, meteorologo governativo, il quale ha confermato la possibilità che i bacini idrografici del Paese possano straripare.

Inoltre, a rendere ancora più grave la situazione c’è l’impossibilità di soccorritori ed esperti di agire a causa delle difficili condizioni meteo. “Non possiamo mettere in pericolo i nostri soccorritori. Non vogliamo che siano le prossime vittime“, ha infatti spiegato ai media la funzionaria locale Myrra Daven. Le prime conseguenze del tifone sono già state avvertite a Catanduanes, una piccola isola che è stata colpita nelle prime ore della mattina, in quanto è il territorio più vicino all’occhio del ciclone. Il raggio del tifone, infatti, abbraccia quasi completamente l’intera superficie delle Filippine.

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