Due studenti sono stati uccisi e altri due sono rimasti feriti in una sparatoria avvenuta questa mattina all’interno dell’Università Ateneo de Zamboanga, a Zamboanga City, nel sud delle Filippine.A fare fuoco sarebbe stato uno studente dell’istituto, un scuola superiore privata, che dopo aver aperto il fuoco si sarebbe tolto la vita. La polizia ha avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’attacco e accertarne il movente.
La sparatoria è avvenuta intorno alle 7.50, ora locale, all’interno del campus, situato nel Mindanao occidentale, a circa 800 chilometri a sud di Manila. Secondo le prime informazioni fornite dalle autorità,il giovane sarebbe entrato in un’aula armato di una pistola e di un’arma di grosso calibro,forse un fucile, e avrebbe iniziato a sparare.
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La sparatoria in diretta social
Il sindaco di Zamboanga City, Khymer Alan Olaso, ha riferito chel’aggressore indossava anche una telecamera e stava trasmettendo l’attacco in diretta sui social.Un video successivamente diffuso dai media locali mostra una pistola che si muove lungo un corridoio della scuola prima di essere puntata verso un’aula. Nelle immagini si sentono quindi gli spari e si vedono alcuni studenti in uniforme correre verso l’uscita. L’account Facebook attribuito al presunto assalitore è stato successivamente disattivato.
Secondo una prima ricostruzione,il giovane avrebbe inizialmente sparato contro un insegnante seduto a un tavolo, senza riuscire a colpirlo.Si sarebbe quindi spostato in un’altra stanza, dove avrebbe aperto il fuoco contro gli studenti. La scuola ha confermato la morte di due ragazzi. Altri due studenti sono rimasti feriti, mentre non sono ancora stati resi noti ulteriori dettagli sulle loro condizioni.
Dopo la sparatoria,l’aggressore avrebbe rivolto l’arma contro di sé, togliendosi la vita.La polizia ha isolato la scena e sta esaminando l’area alla ricerca di elementi utili a chiarire quanto accaduto. Le lezioni sono state sospese e l’università ha avviato le procedure per consentire ai genitori e ai tutori di riprendere gli studenti.
La sparatoria di giugno
A giugno scorso un’altra sparatoriaaveva interessato una scuola superiore nella città di Tacloban, nelle Filippine centrali, provocando la morte di tre adolescenti e il ferimento di altre 20 persone. Proprio l’Ateneo de Zamboanga aveva organizzato recentemente un’esercitazione per preparare studenti e personale alla gestione di un’eventuale sparatoria, nell’ambito delle iniziative adottate da diversi istituti del Paese per affrontare situazioni di emergenza.
Ilpresidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha condannato l’attacco, sottolineando la necessità di garantire la sicurezza degli istituti scolastici.“Le nostre scuole sono i luoghi in cui affidiamo i nostri figli perché imparino, crescano e sognino il futuro. Devono anche essere tra i luoghi più sicuri del nostro Paese”, ha dichiarato in un messaggio diffuso sui social. Resta ora da chiarire come lo studente sia riuscito a introdurre le armi nel campus e soprattutto cosa abbia portato all’attacco.
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