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Epstein, scandalo a Londra: Starmer nel mirino per Mandelson

Mandelson è coinvolto nello scandalo Epstein. I servizi di sicurezza di Londra non avevano approvato la nomina dell’ex ambasciatore britannico a Washington, ma il Ministero degli Esteri li ha scavalcati e ha insabbiato il loro parere. Starmer dice di non esserne stato a conoscenza ma le opposizioni incalzano: “Bugie, deve andarsene”

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Loscandalo Epsteincontinua rivelare scomode verità e negli ultimi tempi un caso correlato che scuote lapolitica britannicasi sta facendo ogni giorno più pesante. Il primo ministroKeir Starmerè finito al centro di una tempesta dopo le rivelazioni sulla nomina diPeter Mandelsoncome ambasciatore nel Regno Unito a Washington.

Secondo quanto emerso, iservizi di sicurezza britannicinon avevano dato il via liberaa Mandelson dopo i controlli di idoneità. Un parere negativo che però sarebbe stato aggirato dalForeign Office,permettendo comunque la nomina nel febbraio 2025. Una decisione che si è poi trasformata in un boomerang politico: pochi mesi dopo,Mandelson è stato rimosso per il suo coinvolgimento nello scandalo legato a Jeffrey Epstein.

Chi sapeva cosa

Il punto più delicato riguarda proprio laversione fornita da Starmer.Il premier ha sempre sostenuto che Mandelson avesse superato i controlli e che lafiducia fosse stata tradita da informazioni false ricevute. Ma le nuove rivelazioni raccontano un’altra storia: già a gennaio 2025 l’organo di sicurezzaUK Security Vettinglo avrebbe giudicato non idoneo.

A quel punto sarebbe intervenuto il ministero degli Esteri, scavalcando il parere tecnico e autorizzando comunque la nomina.Downing Streetsostiene che né il premier né altri membri del governo fossero a conoscenza della forzatura. Una spiegazione che però convince poco.

Ed è qui che si apre il vero problema politico:se Starmer sapeva, la questione diventa gravissima. Se non sapeva, lo è forse ancora di più, perché dimostrerebbe unaperdita di controllo sulla macchina governativa.

Le opposizioni all’attacco

Le reazioni sono state immediate e durissime. La leader dei ConservatoriKemi Badenochaccusa il premier di aver ingannato il Parlamento. Sulla stessa lineaNigel Farage, che parla apertamente di menzogne e chiede le dimissioni.

AncheEd Davey dei Liberal Democratici e Stephen Flynn dello Scottish National Partychiedono chiarimenti urgenti, sottolineando la gravità istituzionale del caso.

Un sistema sotto accusa

Nel mirino non c’è solo Starmer, ma l’intero funzionamento del governo britannico. Possibile che il Foreign Office possa ignorare un giudizio negativo dei servizi senza il via libera politico? E com’è possibile che una decisione così delicata non sia arrivata sul tavolo del primo ministro?

Il nome più esposto è quello diOlly Robbins, alto funzionario del ministero, ma la sua posizione appare complessa: era in carica da appena due settimane al momento dei fatti.

La leadership di Starmer è in bilico

A quasi due anni dalla vittoria elettorale, Starmer è già in difficoltà tra sondaggi in calo e critiche sulla gestione economica. Ma è questa vicenda a rischiare di travolgerlo definitivamente. Il premier ha già ammesso unerrore di valutazione nella scelta di Mandelson,figura storica del Labour ai tempi diTony Blair.

Tuttavia, le nuove rivelazioni alzano l’asticella perché non si parla più solo di errore politico ma di possibileresponsabilità istituzionale.Dunque o Starmer sapeva e ha coperto tutto, oppure non sapeva nulla. In entrambi i casi, la sua credibilità è sotto attacco.

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