Chiuse le elezioni parlamentari in Ungheria. In un clima sempre più testo tra Budapest e Bruxelles, oggi 8 milioni di cittadini ungheresi sono stati chiamati alle urne per decidere se confermare o meno il mandato delpremier Viktor Orbán, al potere da 16 anni.
Secondo gli ultimi sondaggi, il partito filoeuropeo del Rispetto e della Libertà guidato daPeter Magyar, principale sfidante di Orbán si attesterebbe intorno al 55%, contro il 38% dei consensi per l’attuale capo dell’esecutivo.
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I dati parlano di un’affluenza record ai seggi. Secondo l’Ufficio elettorale nazionale, alle 18:30, l’ufficio elettorale nazionale ha indicato che è stato raggiunto il 77,8%, superando il precedente record del 2002 con un’affluenza del 70.5%.
Elezioni Ungheria, Orbán: “Sono qui per vincere, non sarà la mia ultima elezione”
“Sarà la mia ultima elezione? Sono giovane,non è la mia ultima elezione. Sono qui per vincere“, ha dichiarato Orbán alla stampa subito dopo aver votato nel suo seggio, aggiungendo che rispetterà qualunque decisione dovesse emergere dalle urne. Interpellato sull’ipotesi di congratularsi con Peter Magyar in caso di sconfitta, ha replicato: “Congratularmi? Lo faccio sempre,ci sono regole civili“.
L’attuale premier ha poi precisato che è pronto a dimettersi dalla guida del suo partito, Fidesz, solo in caso di“una sconfitta pesante”, manifestando soddisfazione per l’elevata affluenza, che storicamente lo ha sempre favorito. Poi ha aggiunto: “Le elezioni sono una celebrazione della democrazia, soprattutto oggi mentre siamo fronte a crisi cumulative in Europa, energetiche ed economiche, cherichiedono una forte unità nazionale“.
Magyar: “Vinceremo noi, dobbiamo rafforzare la posizione dell’Ungheria nella Nato e nell’Ue”
Anche Magyar, dopo aver votato, ha parlato con la stampa, dicendosisicuro della vittoria del suo partito, con l’unico dubbio rappresentato dal raggiungimento della maggioranza semplice o assoluta.“Dobbiamo rafforzare la posizione dell’Ungheria nell’Ue e nella Nato“, ha aggiunto il leader dell’opposizione ungherese, sottolineando la necessità di sbloccare i fondi Ue congelati a causa delle dispute tra Bruxelles e Orbán. In ogni caso, ha concluso, la priorità in caso di vittoria, sarà quella diadottare forti misure anti-corruzione.
L’estrema destra determinante per la maggioranza di Orbán in Parlamento
Oltre a Fidesz di Orbán e Tisza di Magyar, i due grandi partiti, anche tre più piccole compagini politiche sono riuscite a raccogliere le firme necessarie per presentarsi alle elezioni: il partito diestrema destra Patria nostra (Mi hazank), un partito di sinistra, i Democratici (Dk), e un partito azionista e anti-elitario, il partito del Cane a doppia coda (Kètfarku kutyapart). Stando ai sondaggi, tuttavia, solo il primo ha una reale possibilità di superare la soglia di sbarramento del 5%,con i suoi deputati che in Parlamento potrebbero essere determinanti nell’aiutare Fidesz contro il blocco di Tisza.
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