Colpo di scena al primo turno delle elezioni presidenziali inColombia. In testa, contro molti pronostici, c’è il candidato di estrema destraAbelardo de la Espriella, avvocato e leader del movimentoDifensori della Patria, noto per le sue posizioni vicine a Donald Trump. De la Espriella, soprannominato “El Tigre”, ha ottenuto il43,7% dei votie il prossimo 21 giugno affronterà al ballottaggio il candidato della sinistraIvan Cepeda,fermo al40,9%.
Cepeda, candidato della coalizione progressistaPatto Storicoe considerato l’erede politico dell’attuale presidenteGustavo Petro, sarebbe distanziato da circa 700mila voti. Tuttavia, sia Petro sia lo stesso Cepeda hanno sollevato dubbi sullaregolarità del conteggio delle schede, parlando di possibili opacità e riservandosi di riconoscere ufficialmente il risultato solo dopo la pubblicazione dei dati definitivi.
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Intanto le schede bianche hanno superato quota400mila, pari a circa l’1,7% dei voti complessivi: più di quanto raccolto da sette degli undici candidati in corsa. Terza classificata con il 6,9% è stataPaloma Valencia, esponente delCentro Democratico uribista, area della destra moderata colombiana. Valencia ha già annunciato il suo sostegno a De la Espriella in vista del secondo turno, consolidando così il fronte conservatore.
Un voto decisivo per il futuro della Colombia
Le elezioni vengono consideratecrucialiper il futuro del Paese. In gioco non c’è soltanto la leadership politica ma anche lastrategia per affrontare narcotraffico, gruppi armati e relazioni internazionali. Il presidente uscente Gustavo Petro ha puntato negli ultimi anni sulla cosiddetta “pace totale“, una linea basata sul dialogo con guerriglie e organizzazioni criminali.
Una strategia che, secondo i critici, avrebbe però lasciato maggiore spazio operativo ai gruppi armati legati al traffico di cocaina. Il conflitto interno colombiano dura da decenni e, nonostante lo storico accordo di pace del 2016 con leFarc, la violenza è tornata a crescere in diverse aree del Paese.
Due modelli opposti
Il ballottaggio metterà ora di frontedue visioni completamente diversedella Colombia. De la Espriella propone una linea durissima contro criminalità e narcotraffico:più poteri all’esercito, maggiore cooperazione con gli Stati Uniti, bombardamenti contro i cartellicon supporto americano eprocessi di massacontro i gruppi armati. Tra le promesse più discusse c’è anche la costruzione didieci mega-carceri nella giungla, ispirate al modello adottato dal presidente salvadoregnoNayib Bukele.
Cepeda, al contrario, difende ildialogo e una politica più autonomarispetto a Washington. Dopo il voto ha ribadito che la Colombia “non deve diventare uno Stato vassallo degli Stati Uniti“.
Trump, Milei e lo scontro ideologico
I rapporti tra Petro e il presidente americano Donald Trumpsono stati spesso tesi, con accuse reciproche sul tema delnarcotraffico e dell’influenza americana in Sud America, anche se negli ultimi mesi i toni si erano parzialmente raffreddati dopo unincontro alla Casa Bianca.
De la Espriella, invece, ha più volte espressoammirazione per Trump e per le politiche securitariedella destra latinoamericana. Non a caso, dopo il primo turno, il presidente argentinoJavier Mileisi sarebbe congratulato con lui, definendo il risultato “la volontà del popolo colombiano di dire basta al fallimentare modello socialista“. Dal canto suo, Cepeda ha accusato l’avversario di rappresentare “un fascismo mafioso“.
Il secondo turno si preannuncia quindi come unoscontro durissimo tra due modelli politici opposti: repressione militare e asse con Washington da una parte, continuità con la linea di Petro e negoziato dall’altra. In un Paese segnato da violenza, narcotraffico e profonde divisioni sociali, il risultato potrebbe ridisegnare gli equilibri.
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