Quasi un mese dopo dall’incidente avvenuto in piscina a Sharm El Sheikh il piccolo Younes rientrerà in Italia nelle prossime ore e sarà trasferito in un ospedale a Torino. A renderlo noto il ministro degli Esteri,Antonio Tajani, in un lungo messaggio su X dove specifica: “Dal 1° giugno al 31 agosto di quest’anno, cioè durante tutta l’estate, il ministero degli Esteri non ha lasciato solo alcun italiano che avesse problemi mentre si trovava all’estero, soprattutto coloro che avevano problemi di salute”.
Il bambino di sei anni e mezzo, Younes Maijdi, che risiede nel torinese insieme alla famiglia, è ricoverato interapia intensiva in Egitto dopo un incidente avvenuto in piscina lo scorso 3 agosto. Secondo quanto emerso il piccolo è ricoverato in coma farmacologico all’ospedale internazionale Piramide di Sharm El Sheik dopo essere caduto in piscina dopo essere scivolato mentre giocava. Il bimbo ha battuto la testa e ha riportato un gravetrauma cranico con edema celebrale.
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Egitto, il nodo dell’assicurazione
La famiglia di Younes aveva trovato un’offerta last minute per Sharm El Sheikh e il 3 agosto era il loro primo giorno di vacanza. Nei giorni scorsi la Farnesina aveva fatto sapere che “in seguito all’ulteriore accertamento eseguito tramite risonanza magnetica, i medici curanti ei medici italiano hanno concordato sulla trasportabilità aereo del bambino”. Inoltre, l’Ambasciata al Cairo contribuirà a coprire parte delle spese mediche affrontare dalla famiglia.
Il problema in questo caso è chenon era stata stipulata un’assicurazione sanitariaprima della partenza, per questo le spese mediche sono a carico dei genitori. Su una piattaforma web era stato lanciato anche un crowdfunding per riportarlo a casa, che ha raccolto oltre 80.000 euro. Comunque la Farnesina, tramite l’Ambasciata italiana al Cairo e il console onorario a Sharm El Sheikh hanno seguito il caso sin dal giorno dell’incidente. Anche Tajani ha seguito la vicenda tenendosi in contatto anche con il presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio.
Infine,l’ospedale Regina Margherita di Torino si è offerto di prendere in carico il bambino. All’Ansa la direttrice del dipartimento di Patologia e cura del bambino dell’ospedale torinese, Franca Fagioli, ha sottolineato: “Al momento non sappiamo ancora quando partirà e arriverà l’aereo sanitario per il rimpatri del bimbo, ma la nostra equipe è pronta”. La Farnesina è al lavoro per l’organizzazione del rimpatrio sanitario, facilitando il raccordo con le autorità aeroportuali e con l’ospedale Piramide di Sharm.
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