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Ebola, Usa bloccano ingresso ai non americani provenienti da aree colpite dal virus

Gli Stati Uniti hanno sospeso il diritto di ingresso nel Paese ai cittadini non americani che negli ultimi 21 giorni sono stati nelle aree colpite dall'epidemia di Ebola: Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan. Il virus ha già causato 131 morti e 513 casi sospetti, con l'Oms che ha dichiarato un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, il secondo livello di allerta più alto. Intanto, in Italia è scattata l'attivazione della sorveglianza sanitaria al personale impiegato nelle zone del focolaio

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Gli Stati Uniti hanno sospeso il diritto di ingresso nel Paeseai cittadini non americani che negli ultimi 21 giorni sono stati nelle aree colpite dall’epidemia di Ebola: Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan. Il provvedimento, emesso daiCenters for Disease Control and Prevention(Cdc),sarà in vigore per i prossimi 30 giornied è giustificato con la necessità di “proteggere la salute dei cittadini dal grave rischio rappresentato dall’introduzione della malattia da virus Ebola nel Paese da parte di questi stranieri“.

Ebola, l’Oms dichiara un’emergenza sanitaria di rilevanza internazionale

Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) convocherà oggi il suo comitato di emergenza per valutare l’epidemia divirus Bundibugyo, variante di Ebola, nellaRepubblica Democratica del Congo,che ha causato131 morti e 513 casi sospetti.Domenica, il direttore generale dell’organizzazione ha dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale,il secondo livello di allerta più alto, mentre un’alta responsabile dell’Oms, Anne Ancia, ha avvertito che l’emergenza sanitaria nel Paese africanopotrebbe protrarsi a lungo, ricordando che una recente epidemia di Ebola“è durata due anni”.

Nonostante ciò, l’agenzia delle Nazioni Uniteha sconsigliato l’adozione di restrizioni ai viaggi e al commercioverso la Repubblica Democratica del Congo o l’Uganda sulla base delle informazioni disponibili relative all’attuale epidemia. “Tali misure– si legge in una circolare-vengono solitamente adottate per motivi di paura e non hannoalcun fondamento scientifico.Esse spingono la circolazione di persone e merci verso valichi di frontiera informali non controllati, aumentando così il rischio di diffusione delle malattieerischiano di compromettere le economie locali.

Ebola, il ministero della Salute attiva la sorveglianza sanitaria per personale di organizzazioni impiegate in Congo ed Uganda

Lato Italia, è scattatal’attivazione della sorveglianza sanitariaal personale impiegato nelle zone del focolaio della variante di Ebola. Lo ha stabilito una circolare delMinistero della Salute. In particolare, le misure di vigilanza vengono applicate nei confronti delpersonale di organizzazioni governative, non governative, e cooperantiche erogano servizi di tipo sanitario, assistenziale e logistico impegnate nei territori della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda.

La procedura prevede un modello didichiarazione sanitaria, contenente dati personali, essenziale per latracciatura ai fini di sanità pubblicadella persona in arrivo, da sottoscrivere a cura del responsabile dell’Organizzazione e da inviare via email al Ministero della Salute con almeno48 ore di anticiporispetto alla partenza dalla zona coinvolta. In caso il cooperante rientrasse in Italia con mezzi che non prevedono ingresso aeroportuale (treni, bus, auto propria) la stessa scheda dovrà essere compilata dalMedico della ASL di riferimentocon le informazioni acquisite al momento dell’attivazione della sorveglianza.

Inoltre, presso gli ambulatori USMAF (Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera) viene attivatauna procedura di valutazione del soggetto rientrante, con il personale sanitario incaricato di provvedere alla misurazione della temperatura corporea e al completamento della scheda anamnestica presentata dal soggetto.

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