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Ebola, Meloni scrive ai vertici Ue: “Servono più controlli alle frontiere e un coordinamento europeo”

L’Italia chiede una gestione comune degli arrivi dalle aree colpite dal focolaio in Africa centrale. Entro il weekend una squadra dello Spallanzani partirà per il Congo per supportare le autorità sanitarie locali

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La crescente diffusione del virus Ebola Bundibugyo (BVD)nella Repubblica Democratica delCongoe in Uganda spinge l’Italia a sollecitare un’azione coordinata a livello europeo. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera ai principali vertici dell’Unione Europea per chiedere un rafforzamento delle misure di vigilanza sanitaria alle frontiere e una gestione comune degli arrivi provenienti dalle zone interessate dall’emergenza epidemiologica.

Secondo quanto riferito daPalazzo Chigila situazione nell’Africa centrale richiede “la massima attenzione”. La premier ha scritto al presidente di turno dell’Ue Nikos Christodoulides, al presidente del Consiglio europeo António Costa e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per promuovere un coordinamento rafforzato tra gli Stati membri.

L’appello italiano all’Europa sull’Ebola

L’obiettivo dell’Italia è quello di definire procedure condivise per monitorare egestire gli arrivi diretti e indiretti dalle aree colpite dal virus Ebola. Infatti, Roma ritiene che una risposta frammentata possa ridurre l’efficacia delle misure di prevenzione, soprattutto in un contesto caratterizzato dal traffico internazionale.

La richiesta arriva mentre diversi Paesi stanno aumentando il livello di attenzione nei confronti del focolaio registrato tra Congo e Uganda. Il governo italiano sottolinea l’importanza di una sorveglianza tempestiva e coordinata per individuare eventuali casi sospetti e limitare il rischio di diffusione del virus oltre i confini africani. Al momento, però, non risultano situazioni di emergenza sul territorio nazionale, ma le autorità mantengono alta la guardia.

La missione dello Spallanzani in Congo e le misure in Uganda

Contemporaneamente all’azione diplomatica, l’Italia si prepara a fornire un sostegno concreto alle autorità sanitarie locali. Palazzo Chigi ha annunciato che entro la fine della settimana una squadra di specialisti dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani partirà per Kinshasa. Gli esperti avranno il compito di offrire assistenza tecnica, consegnare materiale sanitario e medicinali e contribuire al rafforzamento della sorveglianza epidemiologica sul territorio. Intanto, l’Uganda ha adottato misure preventive più severe per contenere la diffusione dell’Ebola. Il governo di Kampalaha disposto il divieto di grandi assembramenti pubblici, consentendo soltanto gli eventi ritenuti essenziali, purché rispettino rigorosi protocolli sanitari. 

L’Uganda wildlife authority, l’ente statale che gestisce i parchi nazionali, ha rassicurato il settore del turismo in una telefonata con l’agenzia stampa cinese Xinhua. In particolare, ha comunicato che i parchi nazionali e le altre attrazioni turistiche in tutto il Paese sono sicuri da visitare e che le misure di prevenzione dell’Ebola sono state rafforzate, affermando: “I nostri parchi sono sicuri. Pratichiamo un turismo sicuro. Abbiamo implementato procedure operative standard nei nostri parchi faunistici e centri di attrazione turistica per tutelare la sicurezza dei nostri turisti”. 

Inoltre, nelle ultime ore è arrivata a Roma una dottoressa di Medici Senza Frontiere che era stata esposta a pazienti positivi nella Repubblica Democratica del Congo. La professionista, ricoverata in osservazione allo Spallanzani, è in buone condizioni e non presenta sintomi, ma resterà monitorata fino all’8 giugno secondo i protocolli di sicurezza previsti.

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