Draghi: «Il G7 è pronto a sostenere l’Ucraina»

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Il presidente del consiglio parla del vertice come un successo per coesione e unità sulla guerra. Sul tavolo anche i rapporti con la Russia. Adesso gli occhi sono puntati su Madrid per il vertice della Nato

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato del G7 come un vero successo per coesione e unità sulla guerra e spera di avere un risultato sul price cap prima di ottobre. Al centro dei temi affrontati durante il vertice, la questione sulla guerra in Ucraina insieme a tutte le conseguenze che seguono. Durante la conferenza stampa a Elmau al termine del summit, il presidente ha affermato: «Il G7 è pronto a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario». I paesi membri condividono la strada della vicinanza per Kiev per tutto il tempo che ne avrà bisogno. Per quanto riguarda la Russia, il presidente Draghi ha affermato: «Tutti i leader concordano sulla necessità di limitare i finanziamenti a Putin, ma anche di rimuovere le cause dell’inflazione. Abbiamo dato mandato con urgenza ai ministri su come applicare un price cap sul gas e sul petrolio. L’Ue accelererà il suo lavoro sul tetto al prezzo del gas, una decisione che accogliamo con favore».

Sulla questione relativa alla dipendenza dal gas russo, Draghi propone di puntare anche sulle rinnovabili: «Per ora è difficile capire cosa farà la Russia col gas, andiamo avanti cercando di prepararci, aumentando gli stock e gli investimenti nelle rinnovabili e anche gli investimenti di lungo periodo nelle rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo».

Il premier ammette di essere preoccupato per l’offensiva russa degli ultimi giorni che si sta rivelando sempre più intensiva ma il sostegno all’Ucraina sarà comunque garantito e su questo non ci sono dubbi. A tal proposito ha affermato: «C’è preoccupazione per il costante progresso nelle ultime due settimane delle forze russe sul terreno in Ucraina. Ma ciò non significa che non continuerà il nostro sostegno a Kiev».

Per quanto riguarda la questione dell’economia legata alle conseguenze del conflitto: «Per ora l’economia dell’area euro sta rallentando, ma non stiamo prevedendo una recessione, l’economia italiana sta andando meglio di quanto ci aspettavamo qualche mese fa».

Per quanto riguarda la ripartenza delle navi con il grano dai porti ucraini, necessario per limitare una crisi alimentare internazionale, ha spiegato: «Bisogna garantire che l’uscita delle navi del grano ucraino sia protetta e che non ci siano attacchi russi. È l’unica garanzia accettabile è quella nelle Nazioni unite. Poi c’è la necessità di ispezionare queste navi per essere sicuri che non portino armi».

Il bilancio del G7, nonostante la complessità delle questioni trattate, è comunque molto positivo secondo Draghi. I paesi stanno lavorando uniti e bene per far fronte alle conseguenze della guerra e aiutare l’Ucraina. Adesso gli occhi sono puntati su Madrid per il vertice della Nato.

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