Anche il presidente Donald Trump è intervenuto sulla questione dell’IA su cui in tanti stanno dibattendo. Secondo lui l’unico modo per frenarne l’avanzamento è “un presidente forte” e capace di andare contro questo mondo in continua avanzata.
“L’unico controllo o ‘argine’ di cui l’AI ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato), e gli Stati Uniti ne hanno uno, eccome“, ha detto Donald Trump. Poi aggiunge: “L’amministrazione Trump ha impedito a certi ‘personaggi’ dell’IA di compiere azioni dannose o potenzialmente tali, come Dario Amodei di Anthropic, che ora finge di essere un ‘angioletto perfetto’, e continueremo a farlo. È in atto una cospirazione malata contro l’AI e i data center, e l’unico Paese a rallegrarsene è la Cina. Teorici del complotto state in guardia“, ha concluso.
“C’è una cospirazione malata contro l’intelligenze artificiale e i data center, e l’unica ad esserne felice è la Cina”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post pubblicato su Truth Social. Poi ha aggiunto: “Chiunque vinca l’IA, vince!”.
“Siamo in testa alla Cina, e a tutti gli altri, e continueremo a esserlo“, ha poi affermato il presidente. Secondo il presidente, l’unico vero guardrail di cui l’IA ha bisogno è un presidente “forte e intelligente“, sostenendo che gli Stati Uniti dispongano già di una leadership in grado di intervenire contro le aziende del settore quando necessario.
Trump ha evidenziato in particolare i poteri a disposizione dell’amministrazione nei confronti delle società che operano nel settore, sostenendo che la Casa Bianca ha già impedito ad alcuni esponenti del settore di compiere azioni “cattive, o potenzialmente cattive”.
Donald Trump e il calo della borsa
Le principali Borse europee hanno iniziato la settimana in forte ribasso, influenzate da due fattori principali: l’impennata dei prezzi dell’energia e la debolezza del settore tecnologico. Milano è tra i mercati più colpiti, con il Ftse Mib in calo di oltre l’1%, mentre anche Parigi, Francoforte, Madrid e Amsterdam registrano perdite. Fa eccezione Londra, che rimane in territorio positivo.
Sul fronte energetico, il petrolio Brent ha superato i 108 dollari al barile e il WTI i 103 dollari, mentre il gas naturale europeo è salito oltre gli 83 euro al megawattora. L’aumento è legato alle tensioni geopolitiche nel Golfo e ai timori per la sicurezza delle infrastrutture energetiche. Gli investitori temono che il rincaro dell’energia possa alimentare una nuova fase inflazionistica, con effetti negativi su consumi, imprese e mercati finanziari.
A pesare sui listini è anche il settore tecnologico. Alcune dichiarazioni dei vertici di OpenAI e Anthropic, favorevoli a un rallentamento dello sviluppo dell’intelligenza artificiale per motivi di sicurezza, hanno alimentato il timore di minori investimenti nel comparto AI, colpendo aziende legate a semiconduttori e infrastrutture tecnologiche.
Nonostante il clima negativo, alcuni comparti resistono: energetici e farmaceutici registrano rialzi, mentre Pernod Ricard e Diageo beneficiano della rimozione dei dazi statunitensi sul whiskey irlandese.
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