Nessuna fuga, ma solo l’obiettivo di fare chiarezza interna. Così, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha spiegato la decisione del governo di porre il voto di fiducia sul decreto aiuti all’Ucraina. La nascita di Futuro Nazionale, il partito lanciato da Roberto Vannacci dopo il suo allontanamento dalla Lega, ha mandato in subbuglio gli equilibri interni alla maggioranza. Il voto su un decreto così delicato, su cui si è già consumato uno scontro interno al Carroccio, avrebbe rappresentato una incognita troppo grande.
“Porre la fiducia non è un modo di scappare“, anzi “obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se continuano ad appoggiare“, ha spiegato il ministro della Difesa, chiarendo che si tratta di una atto di posizionamento politico della maggioranza. Inoltre, ha scandito che “la serietà dell’atto è fisicamente rappresentata dalla mia presenza in Aula“.
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Il ministro ha anche aggiunto che lo stesso voto di fiducia non tenta di evitare la crisi interna, ma tende a metterla ancora di più in evidenza. Aver posto la fiducia sul dl Ucraina “obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se su un tema così rilevante continuano ad appoggiare il governo“. In ogni caso, il titolare del Dicastero della Difesa ha sottolineato che il governo ha profondo rispetto per il Parlamento.
Dl Aiuti Kiev, Crosetto: “Io non guardo con rispetto chi sputa nel piatto in cui ha mangiato”
Il ministro è stato poi incalzato proprio sull’allontanamento di Vannacci. “Io non guardo mai con particolare rispetto persone che sputano nel piatto dove hanno mangiato fino a ieri“, ha dichiarato, spiegando che finora i deputati passati con Vannacci sono stati d’accordo con le decisioni della Lega, votando insieme a loro. “La posizione molto dura contro Salvini oggi potevano risparmiarsela, non quella politica, quella personale che non ha senso“, ha aggiunto, spiegando comunque che la formazione di un nuovo partito non avrà conseguenze con la coalizione.
“Due persone? Chiamarla spaccatura mi sembra una esagerazione politica, un eccessivo peso politico“, ha spiegato, specificando che si aspettava che Vannacci avrebbe preso questa decisione. Il ministro, però, ha deciso di non esprimersi sulla possibilità che FN si unisca alla coalizione di centrodestra. “Non sono io che decido, sono un umile servitore nella vigna di Meloni“, ha scherzato, ribadendo che il suo dicastero si occupa di quelli che “sono ancora militari“.
Infine, Crosetto ha ricordato che le fuoriuscite dai partiti sono un precedente che è sempre esistito. “Il gruppo misto in alcune legislature è arrivato a dimensioni enormi, non lo vedo un problema così grande“, ha concluso con una certa convinzione.
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