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Dirottamento volo FlyDubai, il pilota-eroe racconta: ‘Se non trovavo coraggio, 170 persone sarebbero morte’

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“Avevo riportato numerose ferite ma mi sono detto che dovevo alzarmi e agire“. Attimi eterni e panico a fiori di pelle, quelli che si sono susseguiti nel caos più assoluto a bordo dell’aereo Flydubai FZ1073, lo scorso 30 settembre, sul quale il pilota indiano Smit Machhar viene aggredito dal copilota omanita con un oggetto tagliente, forse un coltello o forse un’ascia d’emergenza.

“Quando sono caduto, – racconta l’uomo, come riporta il quotidiano israeliano Ynet – ho sentito l’aereo precipitare. In quel momento ho trovato la forza di aprire la porta della cabina. Stavo lottando per la mia vita. Mi sono reso conto che se non avessi mostrato coraggio, 170 passeggeri sarebbero morti“.

Ed ora, resta aperto uno scenario più ricco di domande che di risposte. Le indagini avviate da 48 ore, dovranno far piena luce su cosa sia effettivamente accaduto in quella cabina di pilotaggio. Gli inquirenti sauditi, di competenza in quanto l’aereo, dopo una spaventosa picchiata di 5 mila metri in meno di un minuto e l’intervento provvidenziale di quattro passeggeri e dell’equipaggio di riserva, è stato fatto atterrare a Tubuk. Insieme a quelli emiratini, considerando che FlyDubai è una compagnia low cost di proprietà el governo di Dubai, per ora non si sbilanciano.

I passeggeri, tornati a Tel Aviv, hanno raccontato che il co-pilota omanita, una volta immobilizzato, diceva: “Uccidetemi, uccidetemi“. Fonti dell’intelligence israeliana stanno parlando, in anonimato, coi media locali e internazionali. Riferiscono due circostanze. La prima: sui profili social l’aggressore, la cui identità è ancora coperta, discuteva di uccidere gli ebrei. “Fino al termine dell’inchiesta non si può dire niente di definitivo, ma appare essere una persona disposta ad uccidersi e a far cadere l’aereo, a dimostrazione che aveva accolto l’ideologia jihadista“.

Al momento, però, dicono le stesse fonti, non sono emersi legami con l’Iran, il nemico numero uno dello Stato ebraico. Anche se in serata Channel 14, citando un “alto funzionario emiratino“, riporta che la pista di un coinvolgimento iraniano “si sta rafforzando“.

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