La presidente della Commissione Ue,Ursula Von der Leyen, ha incontrato i giornalisti per chiarire i punti cruciali dell’accordo sui dazi raggiunto con gli Stati Uniti diDonald Trump. I due leader si sono incontrati faccia a faccia, accompagnati ciascuno con il suo team di negoziatori, per raggiungere un’intesa definitiva sulle tariffe reciproche.
Dopo mesi di trattative, finalmente le due sponde dell’Atlantico sono riuscite a raggiungere un risultato concreto. L’attesa è finita e con essa dovrebbe concludersi anche la difficile stagione di incertezza che ormai da mesi attanaglia l’Unione europea. Come anticipato, l’accordo riguarda unatariffa al 15% per i Paesi membri della comunità europea. Ad annunciarlo è stato lo stesso Trump, sostenendo che si tratti della “più grande intesa mai raggiunta“.
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Il 15% sarà esteso anche al comparto della produzione di automobili, dove invece finora la tariffa era al 25%, ovvero equiparata a quella su acciaio e alluminio. Questi ultimi due settori sono invece esclusi dall’accordo, per cui manterranno le tariffe maggiorate anche a seguito dell’intesa. Gli Stati Uniti, invece, avranno dazi zero come sancito dall’accordo per l’apertura dei mercati.
Al momento il Presidente del Consiglio,Giorgia Meloni, non si è sbottonata sull’accordo ma ha preferito chiarire di voler attendere i dettagli prima di dare un giudizio, pur considerando favorevole il raggiungimento di un accordo.
I dettagli dell’intesa sui dazi tra Ue e Stati Uniti
Nella conferenza stampa congiunta non sono stati rilasciati molti dettagli. Solo successivamente Von der Leyen è riuscita a incontrare i giornalisti e achiarire i termini dell’accordo. La presidente della Commissione Ue ha invitato i presenti a non lasciarsi scoraggiare dalle tariffe al 15%, ma di considerare questa aliquota come un successo.
Il 15% infatti si applicherà ad una vasta serie di settori, così da garantire “la necessaria chiarezza ai nostri cittadini e alle nostre imprese“. Von der Leyen ha sempre riconosciuto i pericoli della mancanza di stabilità, che inficiano gli investimenti e la tenuta dell’economia europea. “Il 15% non è da sottovalutare, ma è il massimo che siamo riusciti a ottenere“, ha spiegato sottolineando però che l’accordo prevede anche la diminuzione delle tariffe sul settore dell’automotive e l’esclusione di alcuni settori strategici dalla tassazione aggiuntiva.
Usa e Ue hanno infatti deciso di inserire una serie di prodotti in un’intesa zero dazi per zero dazi. Si tratta degliaeromobilie dei relativi componenti, di alcunesostanze chimiche, alcunifarmacigenerici, apparecchiature persemiconduttori,prodotti agricoli e materie prime critiche. L’obiettivo, però, è continuare a lavorare per aggiungere prodotti a questa lista. Tali trattative si svolgeranno nei prossimi giorni.
Trump: “L’Ue ha accettato di acquistare armi statunitensi”
Secondo quanto finora trapelato, l’intesa prevede anche l’acquisto di armi americane da parte dell’Europa. Il presidente Usa ha infatti annunciato che l’Ue procederà adacquistare energia dagli Stati Uniti per un valore di 750 miliardi di dollarie investirà un totale di 600 miliardi in più in altri settori strategici. Inoltre, ha spiegato che parte die queste cifre riguarderà gli equipaggiamenti militari, senza essere però ulteriormente specifico.
“Accetteranno di acquistare una grande quantità di equipaggiamento militare“, ha sostenuto per poi aggiungere che si tratta di una cifra non ancora specificata, ma che riguarda “il miglior equipaggiamento militare al mondo“.
Le reazioni di Trump e Von der Leyen a seguito dell’accordo
“Credo che porterà molta unità e amicizia. Andrà tutto benissimo“, ha sostenuto il Tycoon parlando sempre dell’intesa raggiunta con Bruxelles. Secondo il titolare della Casa Bianca si tratta infatti di un’intesa equa per entrambe le parti e che sarà commentata positivamente dai Paesi membri.
Ursula Von der Leyenha invece sostenuto che l’accordo odierno è stato raggiunto grazie al “duro lavorosvolto dagli staff“, per poi gioire dell’intesa raggiunta a poche ore di distanza dall’entrata in vigore dei dazi indiscriminati minacciati dal Trump.
“Èun bene, davvero positivo“, ha aggiunto con una punta di sollievo nella voce. Al momento non è stato chiarito se l’intesa riguardi anche il mondo delle Big tech, su cui l’Ue vorrebbe imporre una Web Tax non particolarmente apprezzata dal presidente Usa. Von der Leyen ha riconosciuto le difficoltà finora affrontate per raggiungere questa intesa, ma ha ammesso che l’intesa odierna può essere considerata soddisfacente.
Anche il presidente del Consiglio Ue,Antonio Costa, si è detto soddisfatto dell’accordo raggiunto oggi. Il portoghese ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro della presidente e del commissario per il Commercio, Maros Sefcovic, sostenendo che questo tipo di intesa permetterà di “rafforzare ancora di più la competitività europea“.
I motivi dell’incontro in Scozia tra i due leader
L’accordo è stato raggiunto grazie ad un faccia a faccia che si è tenuto a Turnberry, inScozia. Un incontro nato proprio per permettere ai due leader sono di trattare per un accordo suidazi, nel tentativo di trovare un’intesa prima dell’1 agosto, ovvero il giorno in cui sarebbero dovuti entrare in vigore i dazi al 30% imposti dal Tycoon sui prodotti europei importati negli Usa.
“Abbiamo buone probabilità di risolvere il problema, probabilmentelo sapremo tra circa un’ora“, aveva dichiarato il presidente degli Stati Uniti prima dell’incontro, lasciando intendere che quella odierna potrebbe sarebbe stata una trattativa piuttosto breve. .
“Se ci sarà un accordo, sarà il più importante mai concluso per noi“, aveva invece spiegato la leader Ue, ricordando l’importanza degli scambi commerciali esistenti tra le due Nazioni. Anche Ursula Von der Leyen, però, non ha voluto dare per scontata la certezza di un’intesa, allineandosi con il Tycoon e spiegando che oggi ci sarebbe stata una “chance del 50% che vi sia un’intesa” (Ne abbiamo parlato qui).
Dazi, le dichiarazioni dei leader prima dell’incontro
Donald Trump ha sostenuto di essere onorato di poter trattare direttamente con la presidente dell’Ue, a cui ha riconosciuto l'”ottimo lavoro svolto finora a Bruxelles“. Un complimento che è stato poi seguito da un’immediata frecciatina: “Ha fatto un lavoro straordinario per loro, ma non per noi“.
Gli Stati Uniti, quindi, non sarebbero più disponibili ad accettare la presunta disuguaglianza negli scambi commerciali con l’Unione europea. Il Tycoon aveva quindi sottolineato di essere pronto a dare inizio a questo negoziato, con la speranza che si tratti di quello definitivo. Il presidente ha immediatamente messo in chiarodue punti su cui non ha avuto intenzione di transigere.
La sua amministrazionenon diminuirà i dazi al di sotto del 15% per l’Unione europeae nella trattativa odiernanon saranno presi in considerazione i farmaci. I prodotto farmaceutici sono infatti una delle produzioni che Trump vorrebbe riportare direttamente negli Stati Uniti. “Non possiamo trovarci in una posizione in cui dobbiamo dipendere da altri Paesi“, ha sostenuto il leader repubblicano apparendo irremovibile.
Il nodo delle Big Tech
Uno degli argomenti finora non discussi pubblicamente dai due leader riguarda l’eliminazione dellatassa sulle Big Tech da parte dell’Ue. Una sorta di scambio equo in cui l’Ue si impegna a non punire le aziende americane con unaWeb Taxin cambio di un’aliquota più bassa dei dazi.
Nessuno dei due leader ha finora parlato apertamente di questa possibilità, ma sembrerebbe che Bruxelles sia intenzionata a procedere con questo accordo pur di ottenere un abbassamento della percentuale dei dazi. “Insieme siamo le due maggiori economie del mondo, giusto?“, aveva ricordatoVon der Leyenpoco prima dell’incontro, chiarendo l’importanza dell’accordo che è poi stato stipulato oggi.
La leader europea ha posto l’attenzione sulla grandezza degli scambi che è presente tra le due Nazioni, con 1,7 trilioni di dollari in due e un mercato da 800 milioni di persone. “Se ci sarà un accordo sarà il più importante mai concluso per noi“, ha sostenuto dicendosi anch’essa emozionata per l’inizio di questa nuova trattativa. Nel caso in cui anche in questa occasione non fosse stato raggiunto un accordo, Von der Leyen avrebbe dovuto attivare il meccanismo dei contra dazi, con tariffe da 90 miliardi di euro sui prodotti importati dagli Usa.
++Articolo in aggiornamento++
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