Almenocinquepersone sono morte esedicisono rimaste ferite nell’esplosione che ha colpito un caffè nel centro diDamasco. A confermarlo è ilministero dell’Interno siriano, che ha precisato come a provocare la deflagrazione sia stato unordigno esplosivo.
L’attacco è avvenuto in un locale situato nella parte moderna della capitale, nei pressi delPalazzo di Giustizia. In un primo momento l’agenzia di stampa ufficialeSanaaveva parlato di quattro vittime e dieci feriti ma il bilancio è stato successivamente aggiornato dalle autorità.
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Sul posto sono intervenutii soccorritori e le forze di sicurezzamentre sono in corso gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’attentato e individuare i responsabili.
La visita del ministro siriano a Beirut
L’esplosione è avvenuta mentre il ministro degli Esteri siriano,Asaad al-Shaibani, era impegnato in una visita ufficiale aBeirutper incontrare le autorità libanesi. Durante il colloquio con il presidente libaneseJoseph Aoun, le due delegazioni hanno ribadito la volontà dirafforzare le relazioni bilateralisulla base del rispetto reciproco, della cooperazione e del principio di non ingerenza negli affari interni.
Aoun ha sottolineato la soddisfazione di Beirut per ilcoordinamento con Damasco, in particolare sul controllo delle frontiere e sul contrasto al traffico di armi e alla tratta di esseri umani.
La smentita sulle dichiarazioni di Trump
La visita diplomatica arriva dopo le recenti dichiarazioni del presidente statunitenseDonald Trump, che aveva affermato di aver suggerito a Israele di lasciare che fosse laSiria a occuparsi di Hezbollah in Libano.
Un’ipotesi che il governo siriano del dopo-Assad ha respinto con decisione. Secondo quanto riferito dalla presidenza libanese, la delegazione di Damasco ha voluto chiarire la “confusione” nata dopo quelle dichiarazioni, assicurando chela Siria “non ha alcuna intenzione di intraprendere un’azione militare in Libano“.
Nel corso della visita, al-Shaibani ha incontrato anche il presidente del Parlamento libaneseNabih Berri,leader del movimento Amal e storico alleato di Hezbollah. I due hanno discusso didiversi dossier di interesse comune, confermando l’intenzione di mantenere aperto il dialogo tra i due Paesi in una fase di forte tensione regionale.
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