Raúl Guillermo Rodríguez Castro, 42 anni, nipote dell’ex presidente cubano Raúl Castro,si è detto disponibile a negoziare direttamente con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, qualora gli venisse affidato un ruolo ufficiale dal governo dell’Avana.
In una serie di interviste rilasciate al quotidiano statunitense Usa Today, Rodríguez Castro – conosciuto a Cuba con il soprannome di “Raulito” e, più informalmente, “Cangrejo” –ha dichiarato di essere pronto a confrontarsi con qualsiasi interlocutore designato da Washington.
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Le parole di Rodríguez Castro
“Se vengo nominato, posso negoziare con chiunque venga scelto dal governo degli Stati Uniti. Data l’opportunità, vorrei farlo direttamente con Trump”, ha affermato.Le sue parole assumono particolare rilievonel contesto delle relazioni, da sempre complesse, tra Cuba e gli Stati Uniti.
Secondo quanto riferito nell’intervista,Rodríguez Castro avrebbe negli anni sviluppato canali di comunicazione, sia diretti sia indiretti, con esponenti di primo piano dell’amministrazione statunitense, tra cui ilsegretario di Stato Marco Rubio,oltre a imprenditori con solidi rapporti politici e persone vicine alla Casa Bianca.
Le distanze dal campo politico
Pur mostrando disponibilità al dialogo, il nipote dell’ex leader cubanoha voluto prendere le distanze da qualsiasi ambizione personale in campo politico. “Non mi considero un politico. Non mi sono mai interessato alla politica”,ha spiegato, sottolineando tuttavia che accetterebbe un eventuale incarico se fosse richiesto dalla Rivoluzione.
Rodríguez Castro ha inoltre ribadito un punto che considera imprescindibile:l’eventuale negoziato con Washington non potrebbe avvenire a discapito dei valori fondanti dello Stato cubano.Le dichiarazioni arrivano in una fase in cui il futuro delle relazioni bilaterali resta incerto. Dopo decenni di tensioni, segnati dall’embargo economico e da alterne stagioni di apertura e irrigidimento diplomatico, ogni segnale di disponibilità al confronto viene osservato con attenzione dagli analisti internazionali.
Resta ora da capire se le parole di Rodríguez Castro rappresentino un’iniziativa personale o sepossano anticipare una strategia più ampia del governo cubano nei confronti degli Stati Uniti.Per il momento, la sua disponibilità al dialogo, accompagnata dalla ferma difesa dei principi rivoluzionari, offre uno spaccato significativo del delicato equilibrio che continua a caratterizzare la politica dell’isola caraibica.
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