E’ uno di quei casi in cui ogni parola usata suona difettosa, non corretta, non sufficiente. Ma l’inchiesta aperta dalla Procura svizzera riuscirà a dare giustizia alle vittime e alle loro famiglie della strage di Crans Montana, dove la notte di Capodanno è scoppiato un violento incendio nel locale “Le Constellation“, causando la morte di 40 persone.
E nel mirino degli inquirenti ci sarebbero proprio i due proprietari francesi del bar, per i quali, secondo quanto riferiscono le autorità svizzere, la Procura ha aperto un’indagine penale. “Sono accusati di omicidio colposo per negligenza, lesioni corporali per negligenza e incendio per negligenza“, hanno spiegato polizia e pm andando a sancire quella che sarà il percorso da perseguire nei prossimi mesi affinché la verità sulle cause dello scoppio del rogo venga a galla.
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I reati ipotizzati nei confronti dei due proprietari del locale che a Capodanno si è trasformato in inferno, si basano di fatto su quelli che sono i temi cruciali dell’inchiesta. In sostanza, in queste ore la domanda è se Jaques Moretti e Jessica Maric avessero i titoli necessari per amministrarlo come un locale anche da ballo. Ciò che al momento risulta essere certo dalla visura camerale, consultata dall’Agi, è che i due imprenditori avessero della licenza di “ristorazione, di vendere bevande e di mettere in commercio dei vini in genere”. Quindi, nulla che sarebbe riconducibile alla licenza peculiare, richiesta per esempio in Italia, sui locali da ballo.
Nello specifico, le esigenze di sicurezza in un posto dove si balla dovrebbero richiedere delle attenzioni in più. Ma nella visura non ce n’è menzione di alcun genere. Dal medesimo documento, emerge che il bar di via Rue Centrale 35 di Crans Montana è iscritto nel registro degli esercizi commerciali da undici anni e che quella intestata a Moretti e alla moglie Maric è una società a responsabilità limitata con un capitale sociale di 20mila franchi.
La Procura cantonale ha già riferito che intende concentrarsi con particolare attenzione sulla presenza o meno delle misure di sicurezza, di un impianto antincendio, delle vie di evacuazione e di materiale non ignifugo sul soffitto che potrebbe aver moltiplicato gli effetti dell’incendio.
Crans Montana, la situazione feriti
Sul fronte dei feriti, invece, non sembrano esserci notizie ulteriori oltre a ciò che la Procuratrice Beatrice Pilloud, ha spiegato ieri puntualizzando come il bilancio della strage non è definitivo e “riguarda esclusivamente persone formalmente identificate: questi dati sono destinati ad evolvere nelle prossime ore e giorni“. Ebbene, risultano ancora dispersi i sei italiani che erano presenti alla festa della fine dell’anno nel prestigioso locale, come il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha informato in collegamento da Crans-Montana, confermando che i connazionali feriti sarebbero invece 14 e che tre di loro sono in corso di trasferimento al Niguarda, dove sono già ricoverati altri quattro italiani.
Il vicepremier, inoltre, ha ricordato che sono state identificate solo sei delle vittime e che tra esse non figurano italiani. Purtroppo, infatti, “tra i tre e i sei dei 100 feriti non sono ancora stati identificati, speriamo siano italiano ma prima di dare notizie bisogna usare molta prudenza“.
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