Controdazi, l’Eurorandellata sui pezzi forti dell’export Usa

La lista europea dei controdazi si riduce ma Bruxelles non molla la presa su Boeing e Bourbon. Intanto i dazi imposti dagli Stati Uniti a farsi sentire sui prezzi: l'inflazione a stelle e strisce a giugno è salita al 2,7%, il livello più alto da quattro mesi. Nonostante Trump minimizzi, l'aumento dei costi per i consumatori è evidente e allontana la possibilità di un taglio dei tassi Fed

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La tavola è apparecchiata. L’argenteria è stata lucidata. Ora, mancano solo i commensali, anzi, il commensale per il quale è stata organizzata questa cena. Si tratta diDonald Trumpche dovrà prendere posto tra i Paesi organizzatori della serata, membri dell’Unione europea, e, una volta per tutte, essere disponibile alla sacra arte del dialogo o altrimenti pagare il conto senza sconti. Un buffet di controdazi variegato e preparato dai professionisti per eccellenza della Commissione Ue, dal valore di72 miliardi di euroe pronti a scattare in risposta alle tariffe usa, cosiddette reciproche.

Dopo la consultazione pubblica chiusa il 10 giugno, il pacchetto iniziale da 95 miliardi è stato quindi ridimensionato, ma i pezzi forti dell’export a stelle e strisce restano le portate principali. E così, via a carni bovine e suine, suv, pick-up e componenti aeronautici legati aBoeing. Per di più, non manca all’appello anche il simbolicoBourbondel Kentucky, prodotto spesso al centro delle discussioni tra gli Stati Ue per l’impatto che tali dazi avrebbero su economie come quelle di Francia e Irlanda.

Questa seconda lista ha raggiunto già le scrivanie di ogni Stato membro per essere degustata nei minimi dettagli affinché sia pronta all’uso. Dall’Ue sono chiari, non è tra le loro intenzioni intervenire con i controdazi “prima del primo agosto, mentre i negoziati sono ancora in corso“. Bruxelles e Washington si trovano, quindi, nella delicata fase in cui si attende la mossa avversaria per comprendere come reagire mentre si desidererebbe attaccare per primi al fine di evitare qualsiasi ritorsione negativa.

L’Unione europea fa un respiro profondo per evitare di agire in modo affrettato e ribadisce di stare al lavoro “per raggiungere un accordo prima del primo agosto“, termine ultimo (o almeno per ora) per raggiungere l’intesa e fissato daThe Donaldprima che entrino in vigore i dazi al 30% per la merce made in Europe.

La lista dei controdazi Ue serviti a Trump

Un lungo e massiccio menù da sfogliare tra oltre 200 pagine di prodotti, con un impatto complessivo sulle esportazioni statunitensi in Ue dal “simbolico” valore di 72 miliardi. Il secondo pacchetto di contromisure sui dazi Usa, presentato nella giornata di ieri dalla Commissione europea agli Stati membri. Ma di cosa si compone questo lungo e ben studiato elenco?

Le principali categorie di prodotti interessati dai “controdazi” sarebbero gli aeromobili che raggiungono i 10,8 miliardi di euro, i macchinari da 9,4 miliardi e l’automotive 7,9 miliardi, su cui però passerebbero, a parte, anche gli 1,7 miliardi di dazi imposti sui motori e componentistica correlata. Le sostanze chimiche e materie plastiche pesano per 7,7 miliardi, e i dispositivi e le apparecchiature mediche per 7,6 miliardi. A saltare agli occhi è un impatto i 1,4 miliardi per acciaio e alluminio, i primi prodotti su cui Donald Trump ha imposto dazi e tuttora sottoposti a tariffe del 50%. In totale, è di 65,7 miliardi l’impatto complessivo dai prodotti industriali.

Poi il fiore all’occhiello del Vecchio Continente, ovvero l’agroalimentareche dovrebbe coprire un 6,3 miliardi. Una categoria in cui si contano anche bevande alcoliche tra cui vino, birra, superalcolici fino a 1,2 miliardi e prodotti provenienti da pesca e acquacoltura per 500 milioni di euro. La prelibata lista, tra gli altri, presenta anche prodotti che colpiscono direttamente Stati a maggioranza repubblicana.

Dalla soia, proveniente in particolare dalla Louisiana, alla carne bovina e il pollame che sono settori chiave per il Nebraska e il Kansas, fino ai prodotti in legno, che giocano un ruolo da protagonisti nelle economie come quelle della Georgia, Virginia e Alabama, nonché ritenuti input strategici per il settore manifatturiero statunitense. Non manca all’appello anche rinomato settore Usa dell’aeronautica, Boeing, mentre sono esplicitamente esclusi dalla mira dei dazi prodotti a scopo militari.

Per quanto riguarda le esportazioni dell’Ue verso l’altra sponda dell’Atlantico, il valore totale degli scambi coperti dalle restrizioni all’esportazione sarebbe di 94,4 milioni di euro, di cui 63,8 milioni di euro riguardano le esportazioni di cascami e rottami ferrosi. Oltre a circa 30,6 milioni di euro che riguardano le esportazioni di cascami e rottami di alluminio.

Questa variegata listapasserà al vaglio di tutti gli Stati membrinel comitato per leBarriere commerciali, nella procedura di comitologia. Un iter che porterà poi all’approvazione definitiva della lista e che sarà pronta per essere inoltrata senza ritorno al mittente nel caso in cui la cena non porti i suoi frutti.

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