Incendi inCisgiordania: a nord di Ramallah, nei villaggi diJaljilya e Mazraa al-Nubani,alcuni coloni israeliani hanno appiccato il fuoco all’ingresso didue moscheee hanno imbrattato i muri di uno degli edifici con frasi razziste e incitanti all’odio.
Diversifilmati pubblicati sui socialhanno immortalato i fatti e catturato il tempestivo arrivo sul posto di un camion dei pompieri, prima che venisse spento l’incendio. A diffondere la notizia con le fotografie allegate poi, anche l’agenzia di stampaWafae a rilanciarla in Israele,Yedhiot Ahronote altri quotidiani online.
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Jaljilya, Cisgiordania: fuoco e graffiti
Nel villaggio palestinese diJaljilya, stando a quanto riportato dalle fonti locali e a quanto emerge dai filmati, tra fumo che fuoriesce dall’ingresso e facciata carbonizzata, all’interno i muri della moschea appaiono pieni digraffitiin ebraico.
Le scritte recitano: “Ragazzi, svegliatevi“, “vendetta“, “notte delle moschee” e “saluti dai detenuti”, riferendosi ai coloni israeliani arrestati.Wafariferisce inoltre chequattro palestinesisono rimasti feriti questa mattina durante un attacco effettuato dai coloni israeliani alle case nella città diBeita, a sud di Nablus. Oltre alle case, bersagli degli attacchi sono stati anche diversi veicoli.
Il sostegno del G7
Intanto le questioni geopolitiche non passano inosservate alG7 di Evian. Nella dichiarazione dei leader riuniti al summit si legge la richiesta esplicita distop alle violenze in Cisgiordaniae il riferimento alla situazione in Libano e a Gaza.
Sul fronte libanese, tramite un cessate il fuoco “immediato e deciso”, il G7 sostiene gli sforzi della leadership volti aldisarmo di Hezbollah, almonopolio delle armi,allaprotezione dell’integrità territorialee alla sovranità del Libano“con le adeguate garanzie di sicurezza internazionali“.
A Gaza invece, i leader dichiarano l’intenzione diaccelerare gli sforzi umanitari e di ricostruzionee “la rapida attuazione delle misure politiche e di sicurezza pertinenti“.
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