Il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping ha avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La chiamata, su cui la Xinhua, agenzia di stampa statale cinese, non ha ancora fornito dettagli, anticipa l’incontro dei due capi di Stato atteso per aprile in Cina ed arriva a pochi mesi dal bilaterale del 30 ottobre svoltosi alla Gimhae Air Base di Busan, in Corea del Sud.
Stando a quanto trapelato, nel corso della telefonata, Xi Jinping avrebbe ribadito al suo omologo statunitense che Pechino è intenzionata a sostenere ogni sforzo possibile per porre fine alla guerra in Ucraina e raggiungere un accordo di pace.
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La chiamata tra i due leader è avvenuta subito dopo la videochiamata tra Xi e il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, in cui i due Paesi, quali “grandi potenze”, hanno elogiato i loro legami “stabilizzanti” di fronte a un mondo sempre più in balia del caos.
Il presidente russo e il suo omologo cinese hanno inoltre affrontato il tema delle relazioni dei loro Paesi con gli Stati Uniti. Yuri Ushakov, assistente di Putin riferisce grande sintonia tra i due capi di Stato, giacché le loro opinioni “praticamente coincidono”: i due condividono le medesime valutazioni sul Board of Peace, l’organizzazione internazionale creata da Donald Trump per gestire la transizione post-distruzione nella Striscia di Gaza. Secondo Ushakov, “Russia e Cina sostengono una cooperazione paritaria e reciprocamente vantaggiosa sulla base del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”.
Il presidente della Federazione Russa aveva precedentemente ringraziato Trump per l’invito a unirsi al Board of Peace e aveva affermato che Mosca avrebbe preso in considerazione la proposta. Si era anche offerto di usare 1 miliardo di dollari dei beni russi congelati negli Stati Uniti per contribuire alla ricostruzione di Gaza.
Da parte sua, la Cina, che pure ha ricevuto un invito a parteciparvi, non ha rilasciato dichiarazione dirette sull’organizzazione creata da Trump che punta a sostituire l’Onu. Interrogato sulla questione, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun ha affermato che la volontà di Pechino è quella di sostenere il sistema internazionale con l’Onu al centro, indipendentemente dalle trasformazioni del panorama internazionale.
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