L’esecuzione di Christa Pike, l’unica donna attualmente condannata a morte in Tennessee, non è andata come previsto. La donna è sopravvissuta alle due dosi di pentobarbital somministrate nel tentativo di eseguire la condanna capitale ed è stata trasferita in ospedale. A confermare il fallimento della procedura sono stati i suoi avvocati, mentre le autorità penitenziarie dello Stato non hanno inizialmente fornito informazioni pubbliche sull’esito.
Secondo quanto riferito dai giornalisti presenti come testimoni, la procedura è durata molto più del previsto, dalle 19 alle 20.56 ora locale. Dopo l’inizio della somministrazione dei farmaci, Pike sarebbe rimasta sveglia, avrebbe parlato e cantato con la sua guida spirituale. Anche dopo la prima dose, secondo le testimonianze raccolte dai media statunitensi, la donna continuava a muoversi e a respirare in modo udibile.
L’esecuzione fallita di Christa Pike
I legali di Pike hanno definito l’esecuzione fallita, denunciando in una nota ufficiale una serie di problemi durante la procedura: “difficoltà di accesso alle vene, vene rotte, Pentobarbital degradato e assenza di assistenza medica di emergenza”. Gli avvocati hanno quindi presentato un’istanza d’urgenza per chiedere che l’esecuzione venga fermata. La donna, secondo quanto riferito dai suoi legali, è stata portata in una struttura ospedaliera nelle vicinanze. Al momento non sono state rese note le sue condizioni.
Anche alcuni dei giornalisti presenti nel carcere di massima sicurezza dove era prevista l’esecuzione hanno riferito di anomalie nella procedura. John North, reporter dell’emittente Wbir, ha raccontato che sembra non sia andato tutto come previsto e ha aggiunto che, quando i testimoni hanno lasciato l’edificio, per quanto ne sapevano Pike era probabilmente ancora viva.
La condanna di Pike
La condanna a morte di Pike risale al 1996, quando la donna aveva 18 anni. È stata condannata per l’omicidio, commesso nel 1995, di Colleen Slemmer, 19 anni, sua compagna nel programma di formazione professionale Job Corps di Knoxville. Secondo la ricostruzione del caso, il delitto era legato a una rivalità sentimentale. Pike era stata condannata insieme ad altri due giovani coinvolti nell’omicidio. Il suo fidanzato dell’epoca, che aveva 17 anni, ha evitato la pena di morte ed è stato condannato all’ergastolo. L’altra complice, una ragazza di 18 anni, ha invece ricevuto una pena sospesa dopo aver testimoniato contro gli altri due.
Nei giorni precedenti all’esecuzione, il governatore repubblicano del Tennessee Bill Lee aveva respinto le richieste di commutazione della pena. A favore di Pike si erano mobilitate anche diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International. L’esecuzione di Pike avrebbe dovuto essere la trentesima esecuzione capitale effettuata negli Stati Uniti dall’inizio del 2026. Di queste, 16 sono state eseguite in Florida. Tutte erano state effettuate mediante iniezione letale.
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