L’Italia sospende l’accordo Schengen con la Spagna.Per un mese non ci sarà più il regime di libera circolazione ma la polizia di frontiera in porti e aeroporti effettuerà verifiche, “mirate e selettive” come definisce dal Viminale, sui cittadini extraeuropei provenienti dal Paese Iberico. E’ questa la reazione-soluzione del premier Giorgia Meloni allo tsunami umano di migranti aCeuta, l’enclave spagnola in Marocco.
Una stretta che, come spiega il presidente del Consiglio, servirebbe a “tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra nazione“. Le valutazioni avviate a Palazzo Chigi di fronte
all’esplosione della crisi a Ceuta vengono approfondite in una riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere. Meloni ha contatti internazionali con diversi leader, a partire dalla daneseMette Frederiksen, anche lei a favore della sospensione della Spagna da Schengen.
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Una decisione che ha suscitato non poche polemiche politiche interne. Ma dal 2006, l’Italia ha sospeso Schengen 498 volte ed è attualmente sospeso con la Slovenia. La Francia, ad esempio, lo ha interrotto per il G7. La frase ha però il suo impatto, di fatto come il concetto di “remigrazione”. Così come la cifra che in una nota di FdI è definita “spaventosa” e a “spianare la strada è la controversa decisione della Corte Suprema spagnola che ha vietato i respingimenti immediati, paralizzando la macchina delle espulsioni“.
La situazione con i rimpatri e il bilancio delle vittime
Al momento, circa il75% dei migrantiche da ieri erano giunti in massa a Ceuta, sono tornati in Marocco. si tratterebbe di almeno 37.500 migranti dei circa 60.000 entrati dall’alba dello scorso 30 luglio nell’enclave iberica.
Inoltre è stato sottolineato che sale ulteriormente anche il bilancio delle persone decedute nel tentativo di attraversare il mare: secondo i dati diffusi dallaDelegazione del Governo di Ceuta, sono almeno61 le vittimee il bilancio potrebbe ancora aumentare. Prosegue infatti anche l’operazione di ricerca nelle acque vicino al confine, che coinvolge due squadre di sommozzatori (otto agenti) delGruppo per le Attività Subacquee Speciali(Geas) della Guardia Civil.
Ceuta, gli scontri al confine
Una situazione difficile si è verificata al confine, dove, stando a quanto riporta l’Afp,la polizia marocchina ha arrestato 30 giovani solo nella mattinata di ieri a Fnideq, a nord del Paese dopo gli scontri avvenuti vicino al confine con Ceuta. Infatti, migliaia di migranti sono affluiti nella zona negli ultimi giorni, dove si è verificata una “guerriglia”: le persone hanno lanciato pietre contro le forze di sicurezza, che a loro volta hanno portavo a disperdere le persone utilizzando cannoni ad acqua e gas lacrimogeni.
Ceuta, la proposta della sospensione dello spazio Schengen: la reazione delle destre
La situazione che si sta verificando a Ceuta ha scatenato la reazione immediata di diversi governi. L’Italia è stata la prima,con il premier Giorgia Meloni che stava già infatti valutando la sospensione dello spazio Schengenper la Spagna, per evitare eventuali movimenti secondari in altri paesi. Subito dopo il presidente del Consiglio anche Francia, Finlandia e Svezia hanno seguito la linea tracciata da Meloni.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha definito “inaccettabili” le immagini che stanno trapelando da Ceuta ribadendo che “non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole”. Comunque, sarà proprio la Spagna a sperimentare l’efficacia del Patto Migrazione e Asilo, che introduce controlli più stringenti e procedure di rimpatrio accelerate per chi non ha diritto alla protezione. Mentre le istituzioni europee approvavano tale patto Sanchez aveva annunciato la regolarizzazione di 500 mila migranti presenti nel Paese.
Intanto anche dentro la Spagna stessa le opposizioni si scagliando contro il ministro dell’Interno: il Partito Popolare spagnolo ha chiesto al premier di riferire in Parlamento “quali misure intende adottare per garantire l’integrità delle frontiere in questa gravissima crisi migratoria”.
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