Ceuta: il Marocco incrimina 25 persone, l’Ue invita all’unità, Piantedosi difende i controlli alle frontiere

La Procura di Tetouan apre un'inchiesta sugli ingressi di massa a Ceuta. Bruxelles parla di situazione sotto controllo, mentre l'Italia respinge le accuse di aver lasciato sola la Spagna

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LaProcura di Tetouanha incriminato25 personecon accuse legate all’organizzazione degliattraversamenti irregolariversoCeutadurante gli ingressi di massa del 30 e 31 luglio. Secondo fonti giudiziarie citate da Europa Press, tra i reati contestati figuranofavoreggiamento dell’immigrazione clandestina, trasporto abusivo di passeggeri, violenza e resistenza alle forze dell’ordine, oltre aldanneggiamento di beni pubblici.

L’emergenza che ha travolto Ceuta

In meno di 24 ore circa72 mila migrantihanno raggiunto Ceuta, l’enclave spagnola situata in territorio nordafricano. Resta ancora da chiarire come un numero così elevato di persone sia riuscito a superare il confine in tempi così rapidi e se dietro l’accaduto vi sia stata un’organizzazione coordinata.

Secondo i dati forniti dal ministro dell’Interno spagnoloFernando Grande-Marlaska, circa 70 mila persone sono già state rimpatriate, mentre il bilancio delle vittime è salito a 75.

Il vertice Ue: “Restare uniti”

L’emergenza è stata al centro dellavideoconferenza dei ministri dell’Interno dell’Unione europea, conclusasi con un appelloall’unitàper affrontare crisi migratorie di questa portata.

Il commissario europeo agli Affari Interni,Magnus Brunner,ha assicurato che la situazione è ormai sotto controllo. “Nessuno è stato trasferito nella Spagna continentale e l’area Schengennon è stata interessata“, ha dichiarato, definendo quanto accaduto a Ceuta uno “stress test”per l’Europa.

Le polemiche sull’Italia e la replica di Piantedosi

La decisione del governo italiano di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna ha suscitatocriticheda parte di alcuni partner europei, che hannoaccusato Roma di aver lasciato sola Madrid.

Il ministro dell’InternoMatteo Piantedosiha respinto le accuse, chiarendo che il provvedimento “non è in alcun modo una misura rivolta contro la Spagna o contro altri partner”, ma rappresenta “una scelta di natura cautelare e organizzativa” finalizzata agarantire la sicurezza nazionalee la tenuta del sistema europeo dei controlli.

Il titolare del Viminale ha inoltre ribadito la necessità di adottarenuove strategie comuniper la gestione dei flussi migratori, rilanciando il modello deglihub esterniper l’esame delle domande di asilo e per i rimpatri nei Paesi terzi sicuri. “È giunto il momento di mettere in pratica soluzioni innovative, superando i vecchi tabù ideologici“, ha affermato.

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