Il caso Epstein è arrivato come un vero e proprio tsunami nel Regno Unito. Famiglia reale e governo inglese sono stati colpiti con la stessa intensità e ora tentano di correre ai ripari per evitare contraccolpi ancora più pesanti. Questa mattina, con una nota pubblicata da Kensington Palace, il principe William e la principessa Kate si sono espressi con parole dure nei confronti dei presunti responsabili e con frasi di solidarietà nei confronti delle vittime.
“Siamo preoccupati dalle continue rivelazioni di questi giorni“, hanno spiegato, commentando per la prima volta l’accaduto. Poche ore dopo è arrivata anche una dichiarazione del Re d’Inghilterra. Carlo si è detto pronto a “dare sostegno” alla polizia britannica, nel caso in cui questo venisse richiesto. Gli agenti stanno infatti indagando sulla eventuale rilevanza penale delle informazioni confidenziali che l’ex principe Andrea potrebbe aver condiviso con Jeffrey Epstein.
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Caso Epstein, le accuse verso l’ex principe Andrea
Si tratterebbe di dati riguardanti alcune missioni svolte tra il 2010 e il 2011, quando era emissario e testimonial commerciale per i vari governi britannici in Asia. Una notizia che giunge come un fulmine a ciel sereno che crea nuovi imbarazzi per Buckingham Palace. La famiglia reale ha deciso di esprimersi a seguito dell’aspra contestazione subita qusta mattina dal Re, a opera di un singolo attivista anti-monarchico britannico del movimento Republic.
La critica arriverebbe a seguito dei presunti ritardi della Corona nella reazione al sospetto coinvolgimento di Andrea nel dossier Epstein. “Come già sottolineato in passato i pensieri e la solidarietà delle Loro Maestà (Carlo e Camilla) si rivolgono alle vittime di qualunque forma di abuso“, si legge nella missiva.
Le ripercussioni sul governo di Keir Starmer
Nella stessa giornata di oggi, è arrivata la decisione del capo della comunicazione del primo ministro, Keir Starmer, di dimettersi. Tim Allan, si è dimesso per lo scandalo di Peter Mandelson, ex controversa eminenza grigia del New Labour di Blair riciclato circa un anno fa come ambasciatore negli Usa e finito sotto accusa in un’indagine penale di Scotland Yard per i suoi legami con Jeffrey Epstein. Per le stesse motivazioni si è dimesso ieri il capo dello staff Morgan McSweeney.
Al momento, come ribadito dal suo portavoce, Starmer non ha intenzione di dimettersi, ma ha intenzione di rimanere concentrato sul suo lavoro. La pressione sul primo ministro, però, resta altissima, anche in considerazione dell’incontro previsto per oggi con il gruppo parlamentare laburista per cercare di recuperare la fiducia dei suoi deputati.
Caso Espstein, le dichiarazioni di Ghislaine Maxwell
Oggi ha creato un certo scandalo anche la decisione di Ghislaine Maxwell, storica compagna di Epstein, condannata a 20 anni di carcere per traffico di donne. La condannata è stata convocata oggi dalla Commissione di vigilanza del Congresso statunitense sul caso Epstein. Maxwell era in videocollegamento dal carcere del Texas, dove sta attualmente scontando la pena.
La donna avrebbe però deciso di appellarsi al Quinto Emendamento, che tutela il diritto di ogni cittadino a non auto-incriminarsi. In questo modo le è stato possibile non testimoniare e non rivelare quindi nuovi dettagli scottanti.
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