Caffè bollente in volo, passeggera si ustiona e ottiene un risarcimento di 5mila euro

Un volo da Bournemouth a Maiorca si trasforma in un incubo tra bevande calde e un pronto soccorso improvvisato

3 Min di lettura

Uno spensierato volo verso le spiagge di Maiorca si è trasformato in una lezione pratica e dolorosa su come sia meglio non servire il caffè in aereo. La protagonista della vicenda è Denise Elliott, infermiera britannica di 63 anni, che durante un volo Ryanair si è ustionata gravemente dopo che una tazza di caffè bollente si è rovesciata sulle sue cosce. La prognosi? 8 mesi per una guarigione completa e un accordo extragiudiziale che le ha fruttato circa 5mila euro di risarcimento.

Un caffè di troppo e una serie di sfortunati eventi

Secondo il racconto della donna, tutto sarebbe iniziato con un dettaglio apparentemente banale: l’assenza del coperchio protettivo sulla bevanda calda. Il personale di bordo avrebbe avvisato che i coperchi erano terminati, consegnando comunque il caffè. Però, una volta appoggiata la tazza sul tavolino definito “instabile”, il contenuto si è rovesciato. La passeggera ha poi sostenuto di non aver minimamente urtato il bicchiere.

La gestione immediata delle ustioni sembrerebbe aver aggravato la situazione. Elliott, grazie alle sue competenze da infermiera, ha chiesto subito un impacco freddo per poter limitare i danni alla pelle. La donna, però, racconta di aver ricevuto inizialmente dei tovaglioli di carta asciutti e successivamente anche delle salviette imbevute di alcol, decisamente non adatte alla cura della pelle ustionata. Solo in un secondo momento le sarebbe stato fornito un gel specifico per ustioni, che però non le è stato consentito di conservare per una seconda applicazione perché parte del kit di pronto soccorso di bordo. Questo è quello che ha dichiarato la passeggera fornendo la sua versione dei fatti.

Caffè amaro per la compagnia

La vicenda si è chiusa prima di arrivare in tribunale, con un accordo extragiudiziale. Ryanair, pur negando ogni responsabilità per l’accaduto, ha accettato di versare 4.350 sterline per chiudere la controversia. Una scelta pragmatica che ha permesso il cambio di rotta evitando un processo e ulteriori turbolenze.

A seguire il caso è stato lo studio Hudgell Solicitors, che ha ribadito come anche i grandi vettori aerei debbano rispondere delle proprie condotte. A Denise Elliott resta il risarcimento economico e una storia da raccontare. Mentre ai futuri passeggeri resta un promemoria: prima del volo assicuratevi che nel vostro pacchetto di viaggio, oltre all’imbarco prioritario, non sia inclusa anche l’esperienza emozioni forti. Potreste restare scioccati.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
consorzio arcale

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail: proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.