Una vacanza estiva dedicata allo sport, alla socialità e allo studio si è trasformata inuna notte di paura per 80 adolescenti italiani del movimento giovanile ebraico Bene Akiva,rimasti coinvolti in un grave episodio di intimidazione antisemita a Bansko, località montana della Bulgaria.
I giovani,50 provenienti da Roma e 30 da Milano, tutti tra i 15 e i 16 anni, partecipavano a un campeggio europeo insieme ad altri coetanei di diverse nazionalità.Domenica sera, mentre si trovavano nell’hotel che ospitava il gruppo, sono stati presi di mira da un gruppo di estremisti di ispirazione neonazista che, secondo le testimonianze, avrebbe urlato slogan come “Sieg Heil” ed eseguito il saluto nazista davanti alla struttura.
Leggi Anche
Il racconto dei ragazzi ebrei
A raccontare quei momenti è uno dei ragazzi del gruppo. Il quindicenne spiega di non sapere con certezza il motivo dell’aggressione, maipotizza che gli assalitori possano averli riconosciuti nei giorni precedenti mentre passeggiavano in città indossando la kippah,il tradizionale copricapo ebraico. Da lì sarebbe scattato l’agguato, con uomini vestiti di nero comparsi improvvisamente davanti all’albergo. Secondo il racconto dei ragazzi, dopo il primo episodio il gruppo si è rifugiato all’interno dell’hotel mentre venivano allertate le forze dell’ordine.
Gli aggressori, inizialmente identificati dalla polizia, si sarebbero allontanati, salvo poi tornare poco dopo in numero maggiore. È stato allora che la tensione è salita ulteriormente.Il personale dell’albergo avrebbe invitato tutti a chiudersi all’interno della struttura, mentre venivano nuovamente richiesti l’intervento della polizia e della sicurezza privata. Dalle finestre, raccontano i giovani, era evidente come il gruppo di estremisti fosse diventato sempre più numeroso e aggressivo, alimentando il timore che tentasse di forzare l’ingresso dell’hotel.
Le testimonianze descrivono una situazione di forte paura. Alcuni ragazzi erano sparsi nelle diverse aree dell’albergo e non tutti sono stati avvisati immediatamente del pericolo. Con il passare dei minuti il clima si sarebbe fatto sempre più pesante.Diversi adolescenti sono scoppiati in lacrime, altri hanno telefonato ai genitori, mentre qualcuno pensava persino di contattare la Farnesina.La sensazione comune, raccontano, era di incredulità per un episodio simile.
La notte sotto protezione
Dopo un primo intervento giudicato insufficiente da alcuni testimoni,la polizia bulgara è tornata sul posto ed è rimasta davanti all’albergo per l’intera notte,garantendo la sicurezza del gruppo fino alla partenza dei pullman diretti a Sofia, da dove i ragazzi hanno fatto rientro in Italia il giorno successivo.
L’episodio ha lasciato un segno profondo nei partecipanti e negli educatori. Una delle accompagnatrici ha parlato di una profonda delusione. Sulla stessa linea anche Federico Spizzichino, responsabile del gruppo romano di Bene Akiva, chesottolinea come molti giovani ebrei sperimentino già episodi di antisemitismo nella vita quotidiana.
Le parole del governo Bulgaro
Intanto, sul caso è intervenuto anche il governo bulgaro.Il ministero dell’Interno di Sofia ha annunciato l’avvio di accertamenti sull’episodio denunciato dai media italiani,relativo al presunto tentativo di aggressione da parte di un gruppo di naziskin nei confronti dei giovani ebrei italiani ospitati in un hotel di Bansko.
Le autorità hanno precisato che,al momento, non è stata presentata alcuna denuncia formale da parte delle presunte vittime o dei loro rappresentanti,ma hanno assicurato che sono state avviate tutte le verifiche necessarie per chiarire la dinamica dei fatti e identificare le persone eventualmente coinvolte nell’incidente.
© Riproduzione riservata













