È drammatico l’epilogo di una spedizione sul Broad Peak,un monte alto 8.047 metrinel Pakistan nord-orientale. Su una delle montagne più alte del mondo, 10 alpinisti, tutti molto esperti, sono rimasti coinvolti in una valanga. Il bilancio è tragico:5 alpinisti sono deceduti, mentre gli altri risultano dispersi, tra le vittime ci sarebbe anche il noto alpinistaNirmal Purja, conosciuto comunemente come Nims Dai. A diramare la notizia sono i media internazionali tra cui, Bbc e Afp, che hanno citato la sua società di alpinismo “Élite Expeditions”. Sette anni fa l’alpinista nepalese è divenuto famoso per aver scalato in 6 mesi le 14 cime più alte del mondo.
Le ricerche erano scattate immediatamente dopo l’interruzione dei contatti con il gruppo. Inizialmente Purja risultava dispeso insieme ad altri 6 scalatori, mentre gli altri 4 erano stati purtroppo trovati senza vita tra i6.500 e i 7.000 metri di altitudinenel pomeriggio di ieri. Droni ed elicotteri militari si trovano attualmente impegnati sul posto per proseguire le ricerche incessanti dei 5 alpinisti che risultano ancora dispersi.
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Nims Dai viene descritto come il capo del gruppo ed è da sempre legato alla montagna. L’alpinista è nato nel 1983 in un piccolo villaggio in Nepal situato tra le montagne in alta quota. A 18 anni si è arruolato nell’esercito britannico entrando anche nelle forze speciali della Royal Navy. Dopo 16 anni di servizio aveva deciso di dedicarsi completamente all’alpinismo coronando l’obiettivo discalare in 6 mesi tutte le 14 vette più alte del mondo nel 2019.
La sua impresa divenne un documentario: “Non si tratta di scalare una montagna, ma di seguire i tuoi obiettivi”, aveva dichiarato in un’intervista alla Bbc. Dopo la notizia della sua scomparsa, il mondo dell’alpinismo piange uno scalatore che aveva ridefinito il significato della parola “impossibile”.
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