Brigitte Macron ha vinto! Dopo anni in cui ha dovuto rispondere a pesanti insinuazioni come quella che riguardano il fatto che fosse nata uomo, alla fine ha deciso di portare in tribunale costoro che diffondevano fake news. Oggi il tribunale ha condannato ben 10 persone di cyberbullismo: imponendo pene che vanno da un corso di sensibilizzazione su questo tema, a 8 mesi di reclusione con sospensione della pena.
Il tribunale ha sottolineato la gravità di alcuni commenti contro la first lady “particolarmente degradanti, offensivi e maliziosi” riguardanti una sua presunta identità transessuale, ma anche su presunti reati pedofili.
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Gli imputati sono 8 uomini e 2 donne di età compresa fra 41 e 65 anni e sono accusati di aver pubblicato “numerosi commenti maligni”.
Brigitte Macron: il motivo della denuncia
Brigitte Macron ad ottobre aveva deciso di non partecipare al processo, ma ieri, domenica 4 gennaio, è intervenuta nella trasmissione televisiva TF1, rivelando che ha deciso di agire penalmente per “dare l’esempio”. Inoltre, sua figlia Tiphaine Auzière ha testimoniato a favore di sua madre rivelando che queste insinuazioni online l’hanno fatta stare male e con il tempo si sono sempre più intensificate. Alla Corte la figlia ha detto: “Non può ignorare le cose orribili che vengono dette su di lei, l’impatto si è esteso a tutta la famiglia, compresi i nipoti di Macron”.
L’imputata Delphine Jegousse, 51 anni, conosciuta come “Amandine Roy” e Aurélien Poirson-Atlan, 41 anni, noto sui social media come “Zoé Sagan”, hanno mostrato sorpresa nel vedersi denunciati dalla first lady, ritenendo che da parte loro ci fosse ironia e satira.
Oltre alla denuncia portata avanti da Brigitte, i Macron hanno anche intentato una causa per diffamazione negli Stati Uniti contro l’influencer conservatrice Candace Owens.
Brigitte Macron parle des pièces jaunes sans qu’on lui demande pourquoi elle a filé le pognon des enfants malades à sa copine.
— Marcel (@realmarcel1) January 4, 2026
On vit une époque formidable… pic.twitter.com/0QMRWIVvaY
Birgitte Macron: da dove parte la denuncia
Brigitte Macron e il presidente francese Emmanuel Macron hanno deciso di presentare in un tribunale statunitense un fascicolo contenente prove fotografiche e scientifiche per dimostrare che la first lady è una donna, lo scorso settembre. La scelta arriva nell’ambito della causa per diffamazione intentata contro l’influencer americana Candace Owens, che ha diffuso la teoria, diventata virale sui social, secondo cui Brigitte sarebbe nata uomo.
L’avvocato dei Macron, Tom Clare, intervistato dalla BBC, ha spiegato che le accuse hanno profondamente sconvolto Brigitte e hanno avuto ripercussioni anche sulla vita familiare del presidente. Il legale ha anticipato che verranno presentate testimonianze scientifiche e fotografie, incluse immagini della Première dame incinta, per smentire definitivamente le affermazioni dell’influencer.
Owens, ex commentatrice del Daily Wire, ha più volte ribadito pubblicamente la sua teoria, arrivando a dire che avrebbe messo in gioco la sua “intera reputazione professionale”. Le accuse, però, affondano le radici in un video del 2021 realizzato da due blogger francesi, già condannate per diffamazione in Francia nel 2024, anche se la sentenza è stata poi ribaltata in appello nel 2025 per motivi legati alla libertà di espressione.
La causa negli Stati Uniti richiede ai Macron di dimostrare che Owens abbia agito con “effettiva consapevolezza del male”, cioè diffondendo informazioni false con dolo o grave negligenza.
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