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Bosch, previsto un taglio di 13mila posti di lavoro entro 5 anni

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Rimanere competitivi. Questo il grande cruccio dinanzi al quale si trovano spesso i colossi di settore, costretti a prendere decisioni a dir poco drastiche e poco “umane”. Questo, lo stesso problema cui deve far fronteBosch. Il leader mondiale nella produzione industriale di componentistica auto ha previsto unariduzione di almeno 2,5 miliardi di euro all’annose vuole rimanere sulla piazza a livelli, per l’appunto, competitivi.

Da qui, l’annuncio di un massiccio e netto piano che impatterà sulla forza lavoro di cui dispone. Da modelli di previsione, infatti, la multinazionale tedesca nei prossimi cinque anni,fino al 2030, conta di tagliare fino a 13mila dipendenti, principalmente nelle sedi localizzate in Germania della sua divisione Mobility.

A stretto giro è arrivato il commento nonché spiegazione del responsabile delle risorse umane, Stefan Grosch: “Purtroppo, non possiamo evitare ulteriori tagli di posti di lavoro oltre a quelli già comunicati“. Una decisione, che almeno da quanto sollevato dal gruppo, sarebbe stata fatta alla luce della debole domanda nel mercato automobilistico, specialmente sul territorio europeo, oltre al rallentamento della crescita dell’elettrico e della guida autonoma.

In questi settori nello specifico, difatti, la multinazionale avrebbe investito miliardi negli ultimi anni, e nonostante ciò l’attività sarebbe scarsamente redditizia. Uno scenario alquanto complesso e difficile da sciogliere nei suoi nodi, sopratutto se si considera anche l’inevitabile guerra dei prezzi di cui la Cina ha le redini. “La domanda– spiegano da Bosch –per i nostri prodotti si sta spostando in modo significativo verso regioni extraeuropee, dobbiamo orientarci in base alla posizione dei nostri mercati e dei nostri clienti“.

Insomma, quel che serva è una inversione di marcia che permetta all’azienda tedesca di tornare sulle vendite del7% per la sua divisione automotive, lo scorso anno era del 3,8%.E quali sarebbero le sedi nel mirino del piano di tagli?Da quanto è stato possibile apprendere, sembra che interessati dai tagli di personale saranno più che altro gli stabilimenti di Feuerbach, Schwieberdingen e Waiblingen nell’area metropolitana di Stoccarda, nonché Bühl nel Baden e Homburg nel Saarland. E in questo canale, si inserisce anche la volontà di puntare a ridurre i costi dei materiali e ad aumentare la produttività, magari introducendo un uso più consistente dell’intelligenza artificiale.

Un piano per il futuro di Bosch che chiaramente è finito al vaglio del consiglio di fabbrica e del sindacato che hanno criticato duramente le decisioni,definendoli i più grandi tagli di posti di lavoro nella storia dell’azienda. Una condizione tanto tesa e necessaria quanto però delicata e flebile, come sollevato dallo stesso presidente del consiglio di fabbrica, Frank Sell, che ha voluto puntualizzare come: “Respingiamo fermamente un taglio di posti di lavoro di questa portata storica, senza l’impegno simultaneo di garantire la sicurezza delle nostre sedi in Germania“.

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