Una cravatta rossa, una spilla appuntata sul risvolto destro della giacca e la convinzione di avere un palco internazionale per “raccontare la verità del mio popolo“.Benjamin Netanyahu è intervenuto all’Assemblea delle Nazioni Unitementrenel Palazzo di Vetro a New Yorkdecine di rappresentanti dei governi mondiali hanno abbandonato la sala. Il presidente dell’assemblea ha dovuto richiamare all’ordine i presenti più volte, mentre questi si esibivano in un mix di fischi e applausi.
Benjamin Netanyahu ha osservato confuso quanto accadeva di fronte a lui e, riacquistata la compostezza, ha cominciato il suo discorso. Dopo ilringraziamentodovuto al presidente Usa,Donald Trump, il premier israeliano ha mostrato la stessa mappa che lo scorso anno aveva mostrato all’Onu. Uno schema che mostra il successo delle operazioni portate avanti con successo in questo anno.
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Ora, lo stesso risultato vuole essere perseguito nella Striscia di Gaza. “Vogliamo finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile“, ha spiegato prima di confermare che le sue parole saranno mandate in onda nella Striscia in tempo reale, così che lui possa inviare un messaggio agli ostaggi e ai miliziani di Hamas. Netanyahu ha chiarito di non avere intenzione di porre fine al conflitto finché l’organizzazione terroristica non accetterà di liberare i 47 ostaggi ancora nelle sue mani e al contempo deporre le armi. Al contrario, nessuno di loro sopravvivrà.
Il messaggio di Netanyahu agli ostaggi israeliani e ad Hamas
Ai cittadini israeliani ancora nelle mani di Hamas,il primo ministro ha promesso che nessuno ha dimenticato della loro esistenza e che nessuno in Israele dormirà tranquillo finché non torneranno a casa. Ai presenti nel Palazzo di Vetro, invece, Netanyahu ha chiesto di scansionare il Qr Code sulla sua giacca per ricordare cosa ha vissuto Israele il 7 ottobre 2023, quando questa guerra ha avuto inizio.
“Hamas ha preso come ostaggi sopravvissuti dell’Olocausto, nonne e nipoti. Questo fa Hamas“, ha continuato Benjamin Netanyahu, sempre più agitato sul palco. Il premier ha poi cambiato tono, divenendo improvvisamente più sicuro di sé. Guardando negli occhi i presenti, ha chiarito che numerosi leader di Paesi che condannano pubblicamente le azioni di Israele in Palestina, poi in privato avrebbero riconosciuto le capacità e l’utilità dell’intelligence israeliana. Le sue parole saranno trasmesse ai cellulari dei palestinesi nella Striscia di Gaza attraverso degli SMS, come chiarito dal capo del governo dello Stato ebraico.
Netanyahu: “Il nemico di Israele è uguale al vostro”
Ricordando i numerosi attentati portati avanti da estremiste islamici, Netanyahu ha sostenuto che il nemico di Israele è lo stesso del resto del mondo occidentale, così come degli Stati Uniti. Poi, tirando fuori dei cartelloni bianchi, ha posto due domande in forma di quiz ai presenti. “Chi grida morte all’America?“, era la prima domanda, con cinque opzioni tutte esatte e tutte facenti riferimento a organizzazioni islamiche.
Netanyahu ha poi insinuato che qualunque altro Stato avesse vissuto un attacco simile a quello vissuto da Israele il 7 ottobre avrebbe agito nel suo stesso modo. “Credete che l’America non avrebbe attacco un regime in una situazione simile?“, ha chiesto prima di spiegare che la soluzione dei Due Popoli Due Stati non è sostenibile perché non è voluta dalla stessa Palestina.
Netanyahu: “La Palestina non vuole la soluzione dei Due Popoli Due Stati”
“Ogni volta che ai palestinesi è stata offerta una terra, questi hanno deciso di rifiutarla“, ha sostenuto, ribadendo la pericolosità insita nel riconoscimento allo stato attuale della Palestina. “Una mossa del genere dimostra che uccidere gli ebrei paga“, ha tuonato il leader di Israele, aggiungendo che dare uno Stato ai palestinesi a un miglio da Gerusalemme è come dare ad Al Qaeda uno Stato a un miglio da New York.
In questo senso, poi, Netanyahu ha spiegato chele critiche ad Israele su Gaza sarebbero“bugie antisemite“. Il primo ministro ha poi rivolto le sue parole ad Hamas, dichiarando che se l’organizzazione islamica accettasse oggi le sue condizioni, la guerra potrebbe fermarsi nell’immediato. A chi invece accusa Israele di compiere un genocidio a Gaza, il premier israeliano ha risposto in maniera sprezzante.
Netanyahu: “Molti Paesi hanno ceduto ad Hamas”
“Se volessimo sterminare i palestinesi avremmo chiesto loro di andarsene in luoghi più sicuri?“, ha domandato, prima di leggere alcuni dati sulla guerra in corso. Secondo Netanyahu, le perdite di civili in rapporto con i miliziani uccisi non sarebbero gravi come altri Stati vorrebbero far credere. “Il rapporto sarebbe inferiore di 2 a 1“, ha spiegato, aggiungendo che le Forze di Difesa Israeliane sono ritenute tra gli eserciti più rispettosi delle vite civili.
Netanyahu ha ribadito che è lo stesso Hamas a voler trattenere i civili nella Striscia per utilizzarli come scudi umani. “Ci accusano di affamare deliberatamente Gaza. Israele sta deliberatamente sfamando Gaza.Se non c’è abbastanza cibo è perché Hamas lo ruba“, ha poi continuato, respingendo anche le accuse di aver utilizzato la fame come arma contro i palestinesi.
“Molti Paesi hanno ceduto ad Hamas“, ha tuonato ancora, spiegando che il pericolo di queste narrazioni è quello di riaccendere l’antisemitismo latente nel mondo.Il premier ha ricordato gli attacchi e le uccisioni di ebrei nel mondo negli ultimi mesi, citando anche due casi avvenuti negli Usa: uno in Colorado, dove un sopravvissuto all’Olocausto sarebbe stato dato alle fiamme, e uno a Washington, dove una coppia ebrea è stata uccisa davanti al museo dell’Olocausto.
Il discorso di Benjamin Netanyahu ha assunto le caratteristiche di una sorta di show. Quasi un tentativo di tenere alta l’attenzione sui temi affrontati, attraverso l’uso di toni duri, di immagini e di vere e proprie domande al pubblico. Una risposta a tutte le accuse formulate in questi due anni, grazie al supporto di un palco internazionale che si rivolge al mondo interno.
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