Sono 40 le barche della Global Sumud Flotilla che l’Idf ha abbordato prendendone il controllo. Secondo i media turchi, una, laMikeno, avrebbe “bucato” il blocco navale riuscendo ad entrare nelle acque di Gaza. Ma Israele nega, affermando che nessuna delle imbarcazioni della flottiglia è riuscita a raggiungere le zone di navigazione controllate al largo della Striscia.
E’ questo di fatto il primo bilancio dell’operazione lanciata nella serata di mercoledì e protrattasi nelle ore seguenti da parte dellaMarina israeliana per fermare la spedizione internazionaleorganizzata per portare aiuti umanitari nella Striscia. La Flotilla Tracker, ovvero il sito a disposizione pubblica che mostra sui radar le posizioni di tutte le imbarcazioni in viaggio, evidenzia che la quasi totalità delle 44 unità sono state intercettate o comunque “presumibilmente intercettate“,all’infuori di 4.
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Un mistero che avvolge nello specifico, laturca Mikeno, che appare vicina alla costa di Gaza, le due barche che forniscono supporto legale,la Shireen e la Summertime-Jong, che hanno indirizzato la barra verso Cipro e laMarinetteche si troverebbe più indietro rispetto alle altre e quindi ancora distante dal punto di intercettazione. Dalle 13 però il sito non è stato più raggiungibile rendendolo non consultabile.
Ma gli organizzatori della Flotilla continuano a rimarcare che la nave Mikeno sia riuscita a proseguire la navigazione, ma questa mattina si sarebbe fermata nei pressi delle coste della Striscia di Gaza prima che si perdessero i contatti con l’equipaggio. E da parte sua, l’esercito israeliano ribadisce che “contrariamente a quanto detto da alcuni attivisti,sulla base di informazioni di tracciamento errate, nessuna delle imbarcazioni della flottiglia è riuscita a raggiungere le acque controllate da Israele al largo della costa di Gaza“.
Anadolu, un membro della delegazione turca della Flotilla, Ramazan Tunç, spiega invece che la questione significherebbe solo “che il blocco è stato effettivamente infranto. Voglio condividere con voi la gioia di aver portato la nostra nave, la Mikeno, a Gaza, che per anni è stata considerata inespugnabile e sulla quale Israele ha imposto un massiccio blocco terrestre e marittimo con grande forza“.
In sostanza, poi, sembrerebbe che dal tracker risulta come la Mikeno si trovi davanti alla costa della Striscia ma a 0 nodi, ovvero che sarebbe ferma, nonostante risulti ‘sailing‘ cioè in navigazione e non fra le barche intercettate dalla Marina di Israele.
Una situazione che Tunc ha illustrato come il riflesso che “Israele è una tigre di carta” sottolineando però che “la cosa più importante è che abbiamo rotto il blocco nelle nostre menti” ed esprimendo la speranza “che d’ora in poi sia vicino il giorno in cui potremo abbracciare i nostri fratelli e sorelle in una Gaza libera, una Gaza dove il blocco è stato infranto“.
Icirca 400 attivisti della Gsf dovrebbero arrivare a breve nel porto di Ashdoded in serata nella struttura detentiva di Ben Sheva, per essere poi espulsi. Già da domani potrebbero esserci le prime partenze per chi accetterà di lasciare volontariamente Israele, probabilmente dopo aver siglato una dichiarazione in cui ammette di aver violato le acque di Tel Aviv.
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