Ci sono novità nel caso della strage di Bondi Beach, dove questa mattina due attentatori hanno aperto il fuoco su una folla di persone radunata per celebrare la festività ebraica di Hannukkah. Il bilancio dell’attentato a Sydney è di 12 morti, tra cui una ragazzina, e una trentina di feriti, di cui alcuni in gravissime condizioni. Il primo attentatore è stato ucciso durante l’attentato. Il secondo, invece, sarebbe riuscito a darsi alla fuga seppur ferito.
Nel pomeriggio di oggi, però, la polizia australiana ha arrestato un uomo con l’accusa di essere il secondo attentatore. Il sospetto è stato fermato durante i raid condotti a Bonnyrigg, il quartiere di Sydney dove era residente Naveed Akram, uno degli attentatori identificati dagli inquirenti. Lo riporta 7news, mostrando le immagini di un uomo in manette che viene fatto entrato nel veicolo della polizia di fronte alla casa dell’attentatore ucciso.
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Il capo dell’Australian Security Intelligence Organisation, Mike Burgess, ha confermato che uno degli attentatori era noto alle forze di sicurezza, “ma non con la prospettiva di una minaccia immediata, quindi dobbiamo capire cosa sia successo“. Inoltre, gli inquirenti sono al lavoro per comprendere se possano verificarsi altre aggressioni simili nei prossimi giorni. L’attenzione nel Paese è massima.
Attentato a Sydney, cosa sappiamo della strage a Bondi Beach
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine australiane, sarebbero stati esplosi almeno 50 colpi di fucile sulla folla, che si trovava in riva al mare a festeggiare. Alle 17, ora locale, due uomini armati hanno aperto il fuoco, uccidendo anche il rabbino di Sydney Eli Schlanger, una bambina di 12 anni e un sopravvissuto all’Olocausto. Due agenti di polizia sono invece in condizioni gravissime.
All’interno di una zona adiacente all’attacco, all’interno di un’automobile, sono stati rinvenuti anche ordigni esplosivi. Si teme, quindi, che l’attentato avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. “Un atto di malvagio antisemitismo che ha colpito al cuore la Nazione. Il male che si è scatenato a Bondi Beach è incomprensibile“, ha commentato intanto il primo ministro Anthony Albanese.
Uno degli attentatori è stato ucciso dopo che un passante era riuscito a disarmarlo. Il secondo è stato colpito dalle forze di polizia, ma sarebbe comunque riuscito a fuggire. Alla festa erano presenti circa 1000 persone e in pochi attimi si è scatenato il caso più totale. Sono ancora numerosi, quindi, gli aspetti da chiarire di questa vicenda.
Attentato a Sydney, il cordoglio dei leader esteri
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha condannato duramente l’accaduto. “Si è trattato di un attacco terribile e puramente antisemita“, ha sostenuto, per poi lodare il cittadino che è riuscito a disarmare uno degli attentatori. Un attacco antisemita anche secondo il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che però ha incolpato il premier Albanese di aver adottato una politica pericolosa per tutti i cittadini ebrei del Paese decidendo di riconoscere lo Stato di Palestina.
Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, si è detto “sgomento” per quanto avvenuto e ha espresso sentite condoglianze e massima vicinanza alle famiglie delle vittime da parte di tutto il Paese. “Quali che siano le causali e le responsabilità di questo vile attentato rinnovo le più dure espressioni di condanna contro gli ignobili atti di terrorismo, le ripugnanti manifestazioni e forme di antisemitismo, ogni espressione di fanatica violenza alimentata da odio etnico o religioso“, ha poi aggiunto con una certa durezza.
Anche il Re d’Inghilterra, Carlo III, ha dichiarato di essere “inorridito” dalla sparatoria mortale, definendola “un terribile attacco terroristico antisemita contro gli ebrei“. Un’aspra condanna è giunta anche dall’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), secondo cui “ogni forma di violenza, terrorismo ed estremismo, che sono contrari ai valori umanitari e ai principi morali“.
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