Artico, la Nato si mobilita contro Russia e Cina: “Minacce aumentano, servono risposte”

La Nato, dunque, ha concordato di approfondire la propria comprensione delle attività nell'Artico e aumentare le attività e le esercitazioni nell'estremo Nord. "La cooperazione militare in questa regione non è mai stata così forte", ha spiegato il comandante generale dell'Alleanza Atlantica, Alexus Grynkewich

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L’Artico è diventato il centro del mondo. Stavolta, a deciderlo non è stato solamente il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale dall’inizio del suo secondo mandato ha minacciato la Groenlandia di una possibile operazione contro la sua sovranità territoriale. Anche il Cremlino e la Cina sono improvvisamente divenute consapevoli dell’immenso patrimonio strategico nascosto tra i ghiacciai delle acque più a Nord del globo.

Così, l’isola gestita dalla Danimarca è divenuta improvvisamente un territorio conteso, dopo decenni di subalternità, e l’Europa si è trovata a far fronte all’ennesimo terreno scoperto. L’Artico rischia di divenire teatro di una serie di escalation che potrebbero modificare l’assetto del mondo moderno. A sottolinearlo è stato anche il commissario Ue Andrius Kubilius, il quale alla conferenza sulla politica di sicurezza di Salen, in Svezia, ha sostenuto con una certa asprezza: “L’Europa deve realizzare che i tempi della pax americana sono finiti“.

Ma cosa c’è dietro questo interesse nei confronti dell’Artico? Sicuramente, l’enorme quantità di terre rare in Groenlandia. Poi, il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai che rende le trivellazioni più semplici e apre a nuove rotte commerciali. Inoltre, la posizione strategica dell’isola assicurerebbe agli Usa un punto di risposta forte contro la Russia. La Cina e Mosca, invece, hanno aumentato sensibilmente la loro presenza nell’Artico con l’invio di sempre maggiori navi e rompighiaccio.

Artico, il riposizionamento della Nato

Una congiuntura di situazioni che ha posto la Nato in una situazione di allerta. “L’Artico non fa che aumentare la sua importanza strategica, diventando una nuova arena di tensioni geopolitiche“, ha spiegato oggi il comandante generale dell’Alleanza Atlantica, Alexus Grynkewich, intervenendo alla conferenza sulla sicurezza in Svezia. L’esporto ha poi sottolineato che la presenza di navi russe e cinesi non ha lo scopo di ricerca pacifica, ma quello di ottenere un vantaggio militare.

Il comandante ha infatti reso noto che le attività navali coordinate tra Mosca e Pechino si sono estese ben al di là delle tradizionali acque russe, arrivando a effettuare pattugliamenti congiunti anche a nord dell’Alaska e vicino al Canada. “Non credo che ci sia una minaccia immediata per il territorio Nato in questo momento, ma vediamo certamente Russia e Cina collaborare“, ha spiegato Grynkewich con una certa convinzione.

Anche la Nato, dunque, ha concordato di approfondire la propria comprensione delle attività nell’Artico e aumentare le attività e le esercitazioni nell’estremo Nord. “La cooperazione militare in questa regione non è mai stata così forte“, ha spiegato il comandante, confermando l’interesse degli alleati a proteggere la zona dell’Artico.

Artico, come intende agire l’Occidente

Nel prossimo futuro sarà quindi necessario ampliare le capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione dell’Alleanza Atlantica al fine di migliorare le infrastruttura e la logistica per la mobilità militare nell’Artico. “Man mano che il ghiaccio si ritira e l’accesso aumenta, vediamo certamente Russia e Cina lavorare insieme“, ha evidenziato Grynkevic, esortando anche gli alleati occidentali a comportarsi nello stesso modo.

Di fronte a questa situazione allarmante, la Nato ha deciso di riallineare i confini dei comandi congiunti, così che il Joint Force Command Norfolk riunisca le attività della Nato nell’Artico sotto un unico comando, così che tutti gli alleati in Europa, nell’Artico e in Nord America siano adeguatamente protetti.

Inoltre, sembrerebbe che il premier britannico, Keir Starmer, stia tenendo colloqui con gli alleati europei su un possibile dispiegamento militare in Groenlandia, nell’ambito di una potenziale missione Nato per rafforzare la sicurezza nell’Artico. A riferirlo è il Telegraph, secondo cui l’iniziativa mirerebbe a rispondere alle preoccupazioni espresse da Trump in riferimento a possibili azioni da parte di Russia o Cina.

Le opzioni prese in considerazione spaziano da un dispiegamento permanente a esercitazioni militari temporanee, cooperazione in materia di intelligence e sviluppo di capacità, in operazioni che verrebbero probabilmente condotte sotto l’egida della Nato. L’Unione europea starebbe anche preparando piani per sanzioni contro le aziende statunitensi qualora Trump respingesse la proposta di un dispiegamento Nato.

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