I sospetti su unpossibile sabotaggio tra le cause dello schianto dell’Air India dello scorso 11 giugno, potrebbero divenire presto certezze. Ebbene, sono arrivati i risultati preliminari dell’indagine sul volo che esattamente un mese fa precipitò poco dopo essere decollato dall’aeroporto internazionale Sardar Vallabhbhai Patel di Ahmedabad. Esiti che indicherebbero come gliinterruttori che controllano il flusso di carburante ai due motori dell’aereo erano stati disattivati, causando un’apparente perdita di spinta poco dopo il decollo. Non è ancora chiaro, se sia accaduto intenzionalmente o accidentalmente, o se sia stato un tentativo di riaccenderli.
Una notizia sconvolgente diffusa dal Wall Street Journal, e che sbaraglierebbe tutte le carte in tavola. Le indagini, quindi, si stanno concentrando sulle azioni dei piloti, che utilizzano gli interruttori della plancia di comando per avviare imotori dell’aereo,spegnerli o ripristinarli in determinate emergenze. Per il momento, invece, secondo quanto emerso dagli inquirenti, il volo non sarebbe stato condizionato da problemi dovuti al velivolo, un Boeing 787 Dreamliner.
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Insomma, l’inchiesta sull’incidente aereo che ha causato la morte di 270 passeggeri a bordo tranne una che riuscì a uscire illesa e con le proprie gambe dai rottami del Boeing,sembrano muoversi sulle piste giuste. Gli interruttori in questione, di norma, sono accesi durante il volo, difatti ciò che non è chiaro è ilcome o il perché siano stati spenti. Maggiore chiarezza si avrà, sicuramente, dai risultati dell’indagine e dall’esame della scatola nera.
L’Air Accident Investigation Bureau indiano, che ha nelle proprie mani l’intera indagine, secondo quanto riferito dalWsj, dovrebbe pubblicare un rapporto preliminare già nella giornata di oggi. Nel caso in cui, gli interruttori fossero spenti, questo potrebbe spiegare perché il generatore di emergenza del jet, noto come turbina ad
aria compressa, Ram Air Turbine, o RAT, sembra essersiattivato pochi istanti prima che l’aereo precipitassecontro un vicino ostello per studenti di medicina.
Quindi, secondo le indagini, qualcuno all’interno della cabina di pilotaggio, forse proprio un pilota, li avrebbe spenti. I due aviatori, come specificato dall’Air India, che guidavano il Boeing, morti entrambi, erano Sumeet Sabharwal, comandante del volo che aveva accumulato oltre 10mila ore di volo, e il suo copilota Clive Kunder aveva oltre 3.400 ore di esperienza. L’incidente è stato ilprimo mortale che ha coinvolto il Dreamlinerdella Boeing e che a quanto pare sarebbe stato slegato da qualsiasi problema di malfunzionamento, inizialmente ipotizzato.
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