Una vera e propria ecatombe, quella che ha colpito l’Afghanistan nella notte tra domenica e lunedì. Un terremoto di magnitudo 6.0 ha devastato una enorme porzione di territorio, uccidendo centinaia di persone. Il bilancio è catastrofico: sono almeno 1400 i morti provocati dal sisma, ma il numero potrebbe continuare a salire come riporta un nuovo rapporto delle autorità. I feriti sarebbero circa 3.125, ma anche in questo caso le stime sarebbero ben più alte. La provincia più colpita è quella di Kunar, dove si sono registrati 1.411 morti. Sul versante dei danni materiali, finora sono state censite oltre 5 mila case distrutte.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è detto “addolorato” per la tragedia che si è consumata nel Paese. “La Repubblica Italiana auspica che le operazioni di soccorso e l’afflusso di aiuti di emergenza nelle aree funestate dal sisma possano svolgersi senza impedimenti e con ogni possibile strumento“, ha dichiarato in una nota. In questo senso, l’Ue ha approvato un finanziamento di emergenza umanitaria dal valore di 1 milione di euro.
Inoltre, l’Unione europea donerà circa 130 tonnellate di aiuti umanitari provenienti dalle proprie scorte. “Si tratta di beni di prima necessità quali tende e altri articoli per l’alloggio, vestiti, forniture mediche e materiale per la depurazione dell’acqua“, è stato specificato dalla Commissione europea. Gli aiuti dovrebbero essere consegnati entro la fine di questa settimana con l’obiettivo di dare un po’ di sollievo alla poplazione martoriata dal sisma.
I dettagli del terremoto in Afghanistan
La scossa si è verificata alle 23:47 ora locale. Le immagini che giungono dall’Afghanistan sono terrificanti: edifici crollati, strade coperte di macerie e una densa nube di polvere che inquina l’aria. In pochi attimi, le vite di decine di migliaia di persone sono cambiate radicalmente. Il terremoto si è propagato nella regione orientale dell’Afghanistan, vicino al confine con il Pakistan. In base a quanto riferito dalla Cnn, lo United States Geological Survey avrebbe registrato il sisma a circa 27 chilometri a nord-est di Jalalabad, nella provincia di Nangarhar, a una profondità di 8 chilometri.
A poche ore dal sisma, il governo talebano si sta organizzando con l’obiettivo di attivare i soccorsi in maniera tempestiva. Sono state esortate le organizzazioni umanitarie a contribuire alle operazioni di soccorso nelle aree più remote del Paese, in particolare quelle montuose. I soccorsi sono infatti in difficoltà a causa delle numerose strade bloccate dai detriti provocati dal terremoto. Il governo non ha a disposizione mezzi di soccorso utili, come elicotteri ed altri velivoli, per cui ha richiesto l’intervento delle organizzazioni internazionali, affinché i cittadini possano essere raggiunti.
L’Unione europea si è immediatamente fatta avanti per cercare di dare sostegno alla popolazione afghana. In un Tweet, la commissaria europea per la gestione delle emergenze, Hadja Lahbib, ha ricordato che la squadra per la protezione civile e le operazione di aiuto umanitario europeo (Echo) è già presente sul territorio colpito, mentre i partner europei sono pronti a fornire assistenza immediata.
Non è la prima volta che nel Paese si verifica una tragedia simile. L’Afghanistan è una zona altamente sismica e negli ultimi anni sono stati numerosi gli eventi tellurici che vi si sono verificati. Lo scorso 7 ottobre 2023, un sisma di magnitudo 6.3 ha provocato la morte di circa 4000 persone, secondo le stime del governo. Si tratta del disastro naturale più mortale della storia recente della Nazione. Nel giugno 2022, un terremoto di magnitudo 5,9 ha colpito la povera provincia di confine orientale di Paktika, uccidendo più di 1.000 persone e lasciando decine di migliaia di senzatetto.
Terremoto in Afghanistan, la stima delle vittime
Oltre a infrastrutture demolite e abitazioni crollate, il timore principale è il bilancio delle vittime. Si temono centinaia di persone rimaste coinvolte che potrebbero aver perso la vita. I distretti più colpiti sono quelli di Nur Gul, Soki, Watpur, Manogi e Chapadare. Nella provincia di Kunar, almeno tre villaggi sono stati rasi al suolo, mentre in molti altri si sono verificati danni ingenti, come ha affermato il ministero della Salute del governo dei talebani.
Molte aree però non sono ancora in grado di comunicare i dati sulle vittime e che “si prevede che i numeri cambieranno” man mano che verranno segnalati morti e feriti. Motivo per cui, le informazioni a riguardo sono ancora confuse e poco dettagliate e definite. Al momento, è stato reso noto dal portavoce del dipartimento della Salute della provincia di Nangarhar, Ajmal Darwaish, solo che i morti accertati sarebbero 9 mentre sarebbero 25 le persone rimaste ferite. Tra le vittime purtroppo si contano anche due bambini rimasti schiacciati nel crollo del tetto della loro casa.
I soccorsi
L’Usgs ritiene che la potente e violenta scossa di terremoto possa essere stata avvertita da quasi mezzo milione di persone con percezione da forte a molto forte, tanto che per l’appunto può provocare danni considerevoli alle strutture precarie e mal progettate e costruite.
“Purtroppo, il terremoto di questa notte ha causato vittime e danni materiali in alcune delle nostre province orientali“, ha così riferito via X il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid aggiungendo che in questo momento, funzionari locali e residenti sono al lavoro per soccorrere tutte le persone rimaste coinvolte. Infatti, sarebbero in arrivo anche squadre di soccorso dalla capitale dell’Afghanistan e dalle province vicine: “Tutte le risorse disponibili saranno utilizzate per il soccorso e l’assistenza alla popolazione“. Le squadre di soccorso però hanno avuto difficoltà a raggiungere alcune delle comunità più remote, anche a causa delle frane, ha riferito l’agenzia di stampa statale talebana Bakhtar News Agency.
In base alle informazioni diffuse dallo United States Geological Survey, dopo circa 20 minuti dal terremoto che ha colpito a nord-est di Jalalabad, città che conta 200.000 abitanti, è stata registrata la scossa di assestamento che ha raggiunto magnitudo di 4.5 colpendo la medesima regione. Poi, un’ulteriore scossa di magnitudo 5.2 che si sarebbe rilevata alla stessa profondità della precedente, ovvero a circa 10 chilometri.
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