Sophie Kinsella, un autrice che potremmo definire lungimirante. “Lo shopping era diventato il passatempo nazionale e nessuno ne aveva mai scritto” aveva detto lei stessa e infatti il suo pubblico la ricorderà per sempre per il suo best seller “I love shopping“. E’ morta oggi, a 56 anni, dopo un anno e mezzo passato a lottare contro un tumore al cervello, che le era stato diagnosticato come incurabile.
Sophie Kinsella, morta l’autrice di “I love shopping” diventata una star letteraria
Oggi diciamo addio a una scrittrice diventata una vera e propria star letteraria del genere commedia romantica. Con il suo famoso “I love shopping” nel 2000 diviene rapidamente conosciuta e il successo arriva in meno di un decennio. Ha venduto più di sei milioni di libri nel mondo ed è finita tra le 100 donne britanniche più ricche della storia.
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Un’idea geniale quella di raccontare lo shopping, poichè nessuno ne aveva raccontato fino a quel momento. “Parlavamo tutti di shopping, andavamo a fare shopping, la questione delle carte di credito era enorme, e vedevo l’ipocrisia di tirare fuori la carta di credito e poi essere rimproverati perché sopra non c’era più denaro.” Nonostante tutto ciò non c’erano stati libri che ne avevano trattato, “allora ho pensato, aspetta un attimo, lo shopping è diventato il passatempo nazionale e nessuno ne ha scritto. Mi è sembrato un progetto, come dire, molto sperimentale”.
Sophie Kinsella: “Quello che scrivo è reale”
L’alterego di Sophie Kinsella era la sua invenzione Becky Bloomwood, protagonista di “I love shopping“. Dopo quel libro ne seguirono altri dieci, sempre con lo stesso personaggio un po’ frivolo e con l’ossessione per lo shopping. In precedenza l’autrice aveva scritto solo romanzetti rosa e aveva avuto una breve carriera da giornalista finanziaria.
Nel corso di un’intervista aveva detto: “Puoi essere molto intelligente, ma anche un po’ svampita e goffa. Puoi non saper cucinare ma puoi amare il rossetto“. Insomma la sua è una donna che viene rappresentata anche in tutte queste sfaccettature piuttosto che parlare solo dell’intelligenza e della competenza. “Mi sembra un ideale ingiusto. Leggere di qualcuno che non commette mai un errore, che non ha mai la vita privata in disordine, che non si preoccupa mai dell’equilibrio tra lavoro e vita privata, credo sarebbe irreale.” Kinsella, contrariamente a ciò, diceva “quello che scrivo è reale” e il suo pubblico forse la ricorderà anche per questo.
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